Flowers Must Die (SE) interview

FLOWERS MUST DIE 

THE WEIRD MUSIC OF THE FLOWERS

di Giampiero Fleba

 

La policroma fioritura della scena undergound svedese ci attrae ancora per contemplare un’altra magnifica realtà: Flowers Must Die, in evidenza nelle recenti cronache e playlist di Plenirockium. L’imminente uscita del loro quarto album ‘Kompost’ vale il desiderio di conoscere meglio la loro storia, i loro percorsi, ciò che li ha musicalmente nutriti. Una piacevole conversazione via web con Rickard Daun che ci guida nel racconto a partire dalle presentazioni…

FMD (RD) Rickard Daun (synth, voice, horns, various gadgets), Jonas Höglund (guitar, vocals, synths), Sven Walan (guitar, voice, organ), Martin Daun (bass), Lars Hoffsten (drums, percussions) e poi Lisa Ekelund che si è unita a noi due anni fa (vocals, violin, theremin).
Io avevo suonato in una band free form noise experimental chiamata Fria Konstellationen e Jonas era nei The Greatest Of All Time, una lo-fi indie rock band. Insieme avevamo un duo chiamato DAUN. Anche Jonas e Martin avevano suonato nei Fria Konstellationen a un certo punto.
Noi tutti viviamo a Linköping ma i vari membri delle nostre bands iniziariono a muoversi dalla città così avviammo Flowers Must Die come progetto parallelo intorno al 2006. Io e Jonas volevamo fare una musica più hard rock combinata con droni ripetitivi e minimalismo. Per un certo periodo suonammo chiamandoci Speedwell (dal nome di una canzone degli High on Fire) ispirandoci a Glenn Branca e Flipper.  Avendo ancora vari membri sparsi per la Svezia, ci guardammo intorno tra amici e famiglie a Linköping per riunire Lars alla batteria, Sven alla chitarra e mio fratello Martin al basso. Poi Jonas ebbe l’idea del titolo della canzone degli Ash Ra Tempel come nome della band e i Flowers Must Die erano nati!

Quanto la vostra musica ha colto dalla fertile scena svedese e in che contesto ispirativo si è sviluppata?

FMD (RD) Siamo sicuramente ispirati da molti musicisti svedesi, artisti, autori e menti creative. Abbiamo colto dalla musica folk svedese come dall’avanguardia elettronica dei 60s o dalla scena free form Psych-Prog-Hippie dei primi 70s e poi attraverso scene punk, industrial, synth e metal dei 90s fino ad oggi. Penso che per i musicisti svedesi la possibilità di affittare o prendere in prestito sale prove per pochi soldi sia un grande vantaggio. E in molti posti è possibile registrare gratuitamente o a prezzi ridicoli. Quindi uno studente può studiare con denaro pubblico, ricevere un prestito, andare direttamente in uno studio e registrare musica per quasi nulla e questo aiuta ad essere creativi. Inoltre abbiamo mesi bui durante l’inverno e poco da fare così per molti suonare è un modo creativo di passare il tempo. Anche se penso che gli svedesi siano meno aperti se si paragonano alla scena molto avanguardista degli anni ’50 e della fine degli anni ’60. È comunque ancora una scena vivace, un sacco di musicisti per numero di abitanti, ma purtroppo non molti posti dove suonare.
Träd, Gräs och Stenar e tutti i loro differenti nomi e progetti, specialmente Pärson Sound, hanno avuto un grande impatto su di noi ma anche la scena elettronica, Techno, Acid, Industrial e Noise, inoltre sono sempre stato un grande fan del punk svedese.

Come è nato l’omonimo debutto del 2010, una realizzazione su vinile per Rev/Vega?

FMD (RD) Avevo già avviato l’etichetta Rev/Vega Records (che è un omaggio a Martin Rev e Alan Vega) prima di formare i Flowers Must Die. Le intenzioni erano sempre di supportare e realizzare gruppi / artisti intorno a me oltre a progetti in cui ero coinvolto. A quel punto vivevamo in quattro città svedesi diverse e nessuno di noi avrebbe mai pensato di fare altro che registrare alcune tracce e forse pubblicarle. Avevamo suonato 3 – 4 concerti all’anno e registrato brani in modo semplice più per soddisfazione personale fieri di un oggetto fisico nostro, come disse Lars “Voglio avere un disco con me quando mi seppelliscono”.

Ci puoi raccontare del processo creativo nel realizzare il vostro secondo e terzo album? Tutto sembra connesso da un comune orientamento nella gestione (autoproduzione), nella presentazione (titoli omonimi), nell’estetica (stesso autore delle copertine) e nell’espressione musicale…

FMD (RD) Avevamo parecchio materiale e iniziammo a registrare le canzoni un pò meglio presso gli amici del Björn Stegmanns studio di Malmö. Ma come tutte le nostre uscite dal primo al prossimo “Kompost”, non siamo mai andati in studio per finalizzare il lavoro ad un unico album. Registriamo invece parecchi brani da cui poi scegliere e iniziamo a tagliare, aggiungere, togliere e così via, e poi tenerli fino a quando non ci soddisfano per essere pubblicati. Potremmo dire che tutte le nostre uscite siano il meglio di quel materiale che abbiamo pronto in quel momento. Non ho mai pensato molto più avanti rispetto all’uscita successiva ma quando Kommun 2 ci contattò per realizzare un doppio album, sentimmo che si trattava di qualcosa un pò più seria, a quel punto il primo album era quasi esaurito e constatammo di avere alcuni fan in giro il mondo. Per ciò che ricordo circa l’assenza di titoli o una numerazione dei tre LP non è stata veramente intenzionale. Ma adesso sembra una trilogia con l’opera di Danilo e i numeri ordinali.

A proposito dell’autore delle copertine dei vostri primi lavori, come è nata e si è sviluppata la collaborazione con Danilo Stankovich? Lo abbiamo apprezzato anche sulle copertine di album di altre band svedesi come Hills e Ill Wickers…

FMD (RD) Ho avuto modo di conoscere il lavoro di Danilo quando andai a Malmö, era stato uno studente alla scuola d’arte e vidi alcuni dei suoi lavori in una mostra, successivamente realizzai che avevamo molti amici in comune. Per noi come band è stato piuttosto importante aggiungere un’altra persona ed il suo lavoro come artista grafico. In quel momento noi tutti stavamo facendo qualcosa in campo grafico, quindi sarebbe stato difficile tra di noi concordare sull’immagine di copertina. Siamo orgogliosi di dire di essere stati i primi ad utilizzare la sua arte per un disco e poi, come hai detto, molti altri hanno messo la sua arte in copertina: Octopus Ride, Technicolor Poets e Les Big Byrd. Ma è anche un motivo per cui ora vogliamo qualcun altro. Danilo ha fatto lavori esclusivi per tutti e tre i dischi tranne l’enorme e assolutamente brillante opera all’interno della copertina apribile del doppio album che fu scelto dopo una visita nel suo studio. La mia copertina preferita e quella del primo album.

Il continuo sconfinare della vostra musica oltre le barriere stilistiche insegue anche un pensiero, un’espressione artistica o culturale? Qualcosa vicino alla psichedelia come rivelazione e apertura mentale?

FMD (RD) Fondamentalmente siamo molto eclettici nella musica che ascoltiamo e da cui siamo influenzati fin dalle nostre prime esperienze come musicisti. Non ho mai suonato in un gruppo come questo. Sven è un grande chitarrista ma prima di suonare nei FMD non ha mai esplorato l’improvvisazione o una musica che si espande oltre 5 minuti. Tutto ciò ha avuto effetto e continua ad averlo. Io e Jonas pensiamo anche che non debba essere troppo comoda da ascoltare. Ci sono momenti in cui è una linea sottile, ma poi ci piace aggiungere qualcosa che forse è leggermente fuori o strana. So che entrambi abbiamo un problema a fare la stessa cosa più e più volte (non durante una canzone, però, amiamo la musica ripetitiva). Quindi perchè un disco, una jam o un concerto non dovrebbero includere una canzone Disco, Funk, Drone o Jazz, Doom, Folk, Metal, Garage-Progg-Psych-Whatever-Rock? L’idea di Psychedelia è per me una mente libera, verso la musica, l’arte, il cibo, il modo di vivere ecc. Per sintonizzare la tua e l’altra mente in un altro stato, senza droghe! FMD non è mai stata una band che si è affidata alle sostanze chimiche, siamo contadini cresciuti con birra fatta in casa e birre a buon mercato! Bere birra per fare musica per bere più birre!!!

Ci puoi parlare delle fonti ispirative delle vostre canzoni? Dai titoli emerge una visione di spazio interiore, concetti astrofisici, Natura e ambienti naturali…

FMD (RD) Beh probabilmente, anche se la maggior parte delle tracce sono nonsense composte in una fase finale prima di inviare il materiale per la stampa. Certi titoli funzionano durante le prove e molte volte si riferiscono al suono del brano specifico, poi i nomi vengono sottoposti a votazione e nonostante siano commenti stupidi quando votiamo ci accorgiamo che a volte il nuovo titolo proposto è meglio.
Quando sono presenti dei testi è un pò più facile dare un titolo alle tracce avendo delle parole da utilizzare.

A proposito di luoghi e ispirazioni, nel 2014 è uscito su vinile 7″ il singolo ‘Psykjunta / Pärsonligt Sound’. Entrambi i titoli suggeriscono altre interessanti connessioni. Ce ne puoi parlare?

FMD (RD) Sì come forse hai immaginato, ‘Pärsonligt Sound’ è un omaggio ai Pärson Sounds mentre ‘Psykjunta’ era un festival di cui facevo parte nell’organizzazione. L’ho fatto tre anni e abbiamo suonato al primo nel 2013, quell’anno abbiamo anche venduto e distribuito una cassetta con parecchia musica inedita di alcuni degli artisti che hanno partecipato. Abbiamo aggiunto questa canzone che allora non aveva alcun nome. Poi il negozio di dischi Rundgång di Malmö dopo aver sentito la cassetta ha voluto realizzare quella traccia su un 7″ così ci è sembrato ovvio chiamarlo ‘Psykjunta’.

Quanto si avvicina il grande livello di libertà espressiva della vostra musica ai temi dell’improvvisazione?

FMD (RD) La nostra musica è basata su improvvisazioni al 95%, anche tracce che abbiamo una linea di basso o un riff abbozzato spesso si evolvono in qualcosa di diverso. E quando si tratta di fare musica improvvisata la lunghezza è spesso uno strumento per essere in grado di trovare frammenti da scegliere o solo l’atmosfera giusta. Abbiamo cominciato a fare tracce più brevi, anche meno di 3 minuti, ma altrettanto aperti per molte improvvisazioni.

Come si combina questa libertà espressiva con le sintonie che vi fanno interagire come gruppo?

FMD (RD) Non c’è davvero nulla di pianificato, come ti dicevo siamo una costellazione piuttosto strana ma penso anche che dopo tanti anni a suonare insieme siamo in grado di ascoltarci e sapere quando fermarsi, aggiungere o passare ad altri brani.

Tornando alla vostra discografia nel 2014 – 2015 suono uscite due cassette intitolate “Greatest Hits (Live)” e “Berg / Berga”. E’ interessante come questo formato che sembrava scomparso stia vivendo una rinascita culturale. Siete d’accordo?

FMD (RD) Sì, una rinascita che credo sia fantastica, è un formato facile da trasportare e produrre in modo che chiunque possa farlo, diversamente è anche un problema con la duplicazione. Ma è ancora un prodotto che non richiede molta attenzione e si combina perfettamente per realizzare musica che non sarebbe adeguata a una uscita su vinile. C’è solo meno qualità nella riproduzione o nelle lunghe tracce o come il materiale più elettronico di “Berg / Berga” ricavato da una session di registrazione in una casa di campagna, forse 5 anni fa. È una combinazione di quattro-cinque registrazioni separate che ho mixato in due lunghe tracce. Uscì su un’etichetta di amici chiamata Zeon Light che era anche parte del festival Psykjunta e che continua a realizzare cassette. L’altro nastro è stato pubblicato da un’etichetta di amici della nostra città natale, chiamata Ljudkassett. Non ricordo veramente perché abbiamo scelto solo brani dal vivo ma avevamo molte registrazioni e ho ritenuto che avesse senso metterne insieme alcune.

Fate molti concerti, ce ne sono di vostri preferiti? Abbiamo letto della vostra partecipazione all’edizione 2016 del Liverpool International Festival of Psychedelia, speriamo di riuscire a vedervi in tour anche in Italia…

FMD (RD) Abbiamo fatto circa 60 concerti dal nostro inizio nel 2006 considerando che ce ne sono stati solo due nei primi 3 anni. Abbiamo assolutamente apprezzato il Supernormal Festival anche se non siamo contenti della nostra performance ma è stata una grande festa. Poi devo dire che Psykjunta è il migliore a cui abbiamo partecipato in Svezia. Poi abbiamo fatto alcuni concerti notevoli come il primo a Malmö suonando per 3 ore e l’ultima canzone è stata di 55 minuti ed è l’intero lato B del nastro live citato sopra. Soprattutto devo dire che lo show a Liverpool è probabilmente uno dei nostri migliori, e considerando che abbiamo avuto poco tempo mi rende ancora più orgoglioso di averlo fatto. L’Italia sarebbe fantastica, Lisa ha suonato con i Katla al Duna Jam (nda. Sardegna 2011 e 2013), e conosce molte persone che organizzano concerti in Italia così cercheremo sicuramente di venire.

Negli ultimi tre anni avete realizzato la vostra musica con etichette differenti. Ci raccontate di questa esperienza e come questi incontri hanno stimolato la vostra crescita artistica?

FMD (RD) Sono tutti amici e la collaborazione è stata fluida. Il negozio di dischi Rundgång è come una seconda casa e uno dei primi posti dove vado a quando torna a Malmö. Gustav di Höga Nord è stato anche un membro del festival Psykjunta. Poi Chris e John di Rocket Recordings incontrati grazie ai Goat in Inghilterra qualche anno fa.

Tra queste uscite c’è “Montana / Nusrat” un vinile 12″ uscito nel 2015. Ce ne potete parlare, cosa vi ha ispirato a comporre queste due canzoni?

FMD (RD) Inizialmente avevamo altre idee per Höga Nord con un 7″ pianificato e canzoni più corte. Ma quando Höga Nord ha avviato la serie di picture disc ci hanno chiesto canzoni più lunghe. ‘Montana’ è probabilmente la traccia che abbiamo suonato più volte dal vivo. Ma mai davvero registrata correttamente. Ci mancava qualcosa così abbiamo aggiunto una chitarra e poi è stato la stessa cosa con ‘Nusrat’, abbiamo avuto più tempo per pensare a versioni migliori che avevamo programmato di pubblicare su cassetta ma che non è mai successo. E si adattano molto bene insieme soprattutto perché hanno un tocco orientale con tamburi Djembe e meno batteria. ‘Montana’ prende il nome dalla chitarra di Hannah Montana che Jonas usa per questa canzone. ‘Nusrat’ è una versione di una canzone di Nusrat Fateh Ali Khan.

L’anno scorso avete realizzato “Sista Valsen EP”, il singolo dell’anno di Plenirockium. Alcuni suoni già presenti nella vostra musica diventano rilevanti in una direzione space rock, le atmosfere trance e drone si alternano come un flusso variabile, Lisa Ekelund è una nuova componente con la sua voce e il suo apporto strumentale. L’elemento acustico diventa un’altro aspetto da esplorare. Ce ne puoi parlare?

FMD (RD) ‘Sista Valsen’ viene da una jam alcolica della prima prova di registrazione che abbiamo fatto con Lisa. Lars era andato via così Martin si mise alla batteria e avendo già messo via la mia attrezzatura suonai su una tastiera senza effetti (fatto insolito). Aveva una buona atmosfera, ma quando Björn ci ha messo le mani per il missaggio è riuscito davvero a evidenziare alcuni elementi groovy e la voce. Penso che abbiamo registrato ‘Varför’ anche quel fine settimana, ‘Taskig Stämning Annars’ e ‘Kruta’ sono state registrate in precedenza ma con elementi aggiunti da Lisa.

Oltre a Lisa nei Katla avete altri progetti paralleli?

FMD (RD) Purtroppo Katla si sono sciolti ma Lisa e suo fratello hanno appena iniziato a suonare ancora insieme. Ho sempre avuto alcuni progetti paralleli: un mix eclettico a base di industrial noise con il mio moniker solo Gaerra poi musica techno con Ken Ood o ambient drone con il duo Jin & Daun. Jonas registra costantemente canzoni e demo in casa, talvolta una canzone al giorno. Sven e Martin suonano insieme in una band con influenze prog-folk-metal chiamata Sol 3. Lars suona in un trio jazz drone chiamato Ex Canis e anche in un altro trio con Martin e Fredric chiamato OCH (minimal electronic-rock). Fredric è quasi come un settimo membro, è stato al nostro fianco fin dai primi concerti e registrazioni, ha curato le luci per alcuni spettacoli e ha disegnato la copertina per ‘Sista Valsen EP’.

Il 28 Aprile Rocket Recordings realizzerà il vostro quarto album “Kompost” di cui avete già rivelato ‘Hit’, ‘After Gong’ e ‘Don’t You Leave Me Now’ via YouTube. Ascoltandole si percepisce che qualcosa di favoloso sia in arrivo anche nell’espandere le prospettive rock jazz della vostra musica. Ho letto che avete registrato ai leggendari studi Silence, ci puoi rivelare qualcosa?

FMD (RD) Le canzoni sono nate da idee sviluppate in pochi anni e registrate in cinque posti diversi, quindi non proprio concepite appositamente per l’album. È molto vario, le tracce ricordano in parte Hawkwind e Can nei tratti minimal disco rock, alcune più post punk e qualche altra jazz. Ognuno di noi è nel jazz tranne Lisa, ma cerchiamo costantemente di convincerla.
Sì è stato positivo e assolutamente piacevole negli Studios Silence, siamo andati lì per due giorni interi e abbiamo registrato circa 20 tracce. David Svedmyr di Our Solarsystem è stato con noi come tecnico del suono. Suo fratello Johan, che suona anche in Our Solarsystem e Katla ha cucinato il cibo insieme al fratello di Lisa, Nils (Katla). E tutti si sono uniti a noi suonando in alcune jam, aggiungendo percussioni, sitar e organo. Johan ha introdotto molti ritmi extra così penso che il prossimo album sarà più ‘groove’ ma ancora with a weird Flowers Must Die touch!

 

DISCOGRAPHY

ALBUMS

“Flowers Must Die” (LP, Rev/Vega Records) 2010
“Flowers Must Die” (LP, Rev/Vega Records) 2011
“Flowers Must Die” (2xLP, Rev/Vega Records) 2013
“Kompost” (LP, Rocket Recordings) 2017

SINGLES

“Psykjunta / Pärsonligt Sound” (7″, Rundgång Rekords) 2014
“Montana / Nusrat” (12″, Höga Nord) 2015
“Sista Valsen EP” (12″, Rocket Recordings) 2016

CASSETTE

“RVR Tape” (FMD) 2009
“Flowers Must Die” (På Månen) 2012
“Greatest Hits (Live)” (Ljudkassett!) 2014
“Berg / Berga” (Zeon Light) 2015

VARIOUS

‘Jätteloka’ (from 3xLP “Sex Sidor Av Psykjunta 2013-2015”) 2015
‘Fanken’ (from 3xLP “Pzyk Vol. 2”, Liverpool Psych Fest) 2016

One Response to “Flowers Must Die (SE) interview”

  1. plenirockium says:

    Original interview in English…

    FLOWERS MUST DIE
    THE WEIRD MUSIC OF THE FLOWERS

    The multicoloured blooming of the Swedish undergound scene still attracts us to contemplate another splendid reality: Flowers Must Die highlighted in Plenirockium’s recent chronicles and playlists. The upcoming release of their fourth album ‘Kompost’ be worth the desire to know their experience, their journey, what has musically nourished them. A pleasant converstation via web with Rickard Daun who guides us in the tale starting from the introductions…

    FMD (RD) Rickard Daun, synth, voice, horns and various gadgets. Jonas Höglund, guitar, vocals and synths. Sven Walan, guitar, voice, organ. Martin Daun, bass. Lars Hoffsten, drums, percussions and then the latest member Lisa Ekelund who joined two years ago, vocals, violin and theremin.
    I had played in a free form noise-experimental band called Fria Konstellationen and Jonas had a lo-fi indie-rock band called The Greatest Of All Time and together we had a duo called DAUN. Both Jonas and Martin have played with Fria Konstellationen at some point.
    We all lived in Linköping, but as members started to move from the town, we started Flowers Must Die as a side project around 2006. Me and Jonas wanted to do more hard rock based music combined with repetitive drones and minimalistic rock. We had a three-four piece for a while called Speedwell (yes from the High On Fire song) which was similar to Glenn Branca and Flipper. Again with members spread out in Sweden, so we looked around our friends and family in Linköping and gathered Lars on drums, Sven on guitar and my brother Martin on bass. Then Jonas came up with the name Flowers Must Die, from the Ash Ra Temple song and FMD was born!

    How much your music learned from the fruitful Swedish scene and in what inspirational context has been developed?

    FMD (RD) For sure we are inspired by many Swedish musicians, artists, authors and creative minds. I would say we have picked up things from Swedish folk music via the electronic avantgarde in the 60´s into the free form Psych-Progg-Hippie scene in the early 70´s and then through punk, industrial, synth and to the indie and metal scene in the 90´s and towards today. What I think is one huge benefit for musicians in Sweden, that is its possibility to rent or even borrow rehearsal spaces for hardly no money at all. And at many places you can record for free or again for ridiculous low prices. So for a student you could basically study with state funded money and a loan and then go straight to a studio and record music for almost nothing, this make it easy for people to be creative. Also we have some dark months over the winter and little to do, so many have taken up creative ways of making the days go faster. Even if I think Swedes are less open minded now if you compare to the very avantgarde scene from the 50´s and into late 60´s. It is still a vibrant scene, loads of musicians per capita but unfortunately not many places to perform at.
    For me Träd, Gräs och Stenar and all their different names and projects, especially Pärson Sound have had a huge impact on me. But also the electronic scene, Techno, Acid, Industrial and Noise, and I have always been a big fan of Swedish Punk.

    How did you come to the homonymous debut in 2010, a vinyl edition on Rev/Vega Records? Is it your own label?

    FMD (RD) Well I did already had the label Rev/Vega Records (who is a hommage to Martin Rev and Alan Vega) before starting Flowers Must Die. And the label intentions was always to release and support the bands/artists around me and projects I was involved with. At that time, we lived in four different towns in Sweden and never thought we would do anything more than record some tracks and maybe release it. We played about three-four shows per year and recorded the tracks very simple so the aim was more to get a physical object to feel proud of, like Lars said ”I want to have a record with me when I get buried”.

    Could you tell us about the creative process that you followed to release your second and third albums and also a cassette? All seems connected by a common orientation: selfproduction, same album titles, artworks by the same author, free forms musical direction…

    FMD (RD) Well for sure we thought about doing some more releases, even if I must say the first one didn’t really made us rich…but we had loads of material and we started to record the songs a bit better, we also started to record in my friends Björn Stegmanns studio in Malmö. Like all of our releases from the first to even the upcoming ”Kompost” we have never gone into the studio to record for a unique release. We record instead loads of stuff, which we then pick out a few and start cutting up, adding, taking away and so on, and then keep them until they feel right to be presented on a release. So you could almost say that all of our releases is a best of what material we have ready at that moment. I never thought ahead much longer than next release but when Kommun 2 approached us to do the collaboration 2LP it felt like it was getting a bit more serious, also the first album was almost sold out at that point so we noticed we had some fans around the world. As I remember, we never really talked about not having titles on the LP releases, or using roman numbers on the three first. But now it feels like a trilogy with Danilos artwork and the numbers.

    By the way of artworks could you tell us about the collaboration with your fellow countryman graphic artist Danilo Stankovich, author of beautiful covers also for other Swedish bands like Hills and Ill Wicker. How did this collaboration come about? Did you choose the graphics from his collection or were created specifically? Is there a favourite one for you?

    FMD (RD) I got to know about Danilo´s work when moving to Malmö, he was a student at the art school and I saw some of his work at a group exhibition and later I realized we had many common friends. For us as a band it was quiet important to add another persons art work. We where all doing something artistic at that time so it would be hard for us to agree on art work. We are proud to say we where the firsts ones to use his art for a record release and like you said many other have his art on the cover now, Octopus Ride, Technicolor Poets and Les Big Byrd (only backside) so thats a reason why we want someone else now. Danilo did unique art work for all three records, although the huge and absolutely brilliant piece inside the fold out of the 2LP was chosen from a studio visit. Favourite is the first one.

    Does the continuous crossing of your music beyond the stylistic barriers also lead to a thought, to an artistic or cultural expression? Something close to psychedelia in his convey an idea of soul-revealing and open-mindedness?

    FMD (RD) We are first of all very eclectic in what music we listen to and get influenced by, but also from the start we where quiet of a mix when it came to experience of playing. I have never played in a band like this before, only creating sounds from various junk or broken gears. Sven is a great guitarist but before playing with FMD never explored improvised music and music expanding 5 minutes. These elements effected and still does. I think for me and Jonas who started the project, we have always had the idea that it shouldn’t be to comfortable to listen to. We have moments where its a fine line, but then we like to add something which maybe is slightly off or weird. I know that we both have a problem with doing the same thing over and over (not during one song though, we love repetitive music). Thats why a record, jam or live show could include a Disco, Funk, a drone or Jazz, Doom, Folk, Metal, Garage-Progg-Psych-Whatever-Rock song. The idea of Psychedelia is for me a free mind, towards music, art, food, lifestyle etc. To set your own and others mind in another state, without drugs! FMD have never been a band that have relied on chemicals, we are peasants, raised on home brew and cheap beers! Drinking Beer to make music to drink more Beers to!!!

    Translating your songs from Swedish emerges a vision of inner space, astrophysical concepts, the Nature or natural environments… very interesting. What are the sources of inspiration of your songs?

    FMD (RD) Well probably, but hate to disappoint you, most tracks are nonsense made up at a late stage before sending the material to the print. Most of them are working titles that many times refers to the sound of the specific song, then the names are presented and we vote, and a lot of them are often stupid comments when voting and we realized the new proposed title is better.
    Later when adding vocals its a bit easier to add a title to the tracks when you have some words to play with.

    By the way of places and inspirations, in 2014 you released the single ‘Psykjunta / Pärsonligt Sound’ on 7″ vinyl. Both titles suggest us other interesting connections. Could you tell us about it?

    FMD (RD) Yes as you maybe have guessed, Pärsonligt Sound is a hommage to Pärson Sound, Psykjunta was a festival I was part of. We did three years and we played on the first in 2013, that year we also sold and gave away a tape with a lot of unreleased music from some of the artists that played. We added this song which by that time didn’t have a name at all. Then the record shop Rundgång in Malmö heard the tape and wanted to release that track on a 7”, it felt obvious to call it Psykjunta then.

    How close is the great level of expressive freedom of your music to the improvisation themes?

    FMD (RD) Our music is based on improvisations to 95%, even tracks which we have a bass line or a riff before hand, often evolves into something else. And when it comes to making improvised music the length is often a tool to be able to find fragment to pick out or just the right vibe. We have started to make shorter tracks, even less than 3 minutes, still open for loads of improvisation too.

    How is match this expressive freedom with the harmonies that make you interact as a group?

    FMD (RD) Is nothing we really plan, we are as I mention above a rather weird constellation but I also think that we are able after so many years playing together to listen and know when holding back, adding or follow the others tunes.

    Coming back to your discography in 2014 – 2015 you released other music on cassette with “Greatest Hits (Live)” and “Berg / Berga”. It’s interesting how this format that seemed lost is experiencing a cultural revival. Do you agree and could you tell us about these recordings?

    FMD (RD) Yes a revival which I think is great, its an easy format to carry and produce so anyone can do it, for sure its a hassle as well with duplication and so on. But its still a product that doesn’t get as much attention, which fits us perfect as you can release music which might not make it to a vinyl release. Not that they are bad, but maybe less quality on the recording or long tracks, or like the more electronic stuff on Berg/Berga. The tracks on that tape is from a recording session in a country house, maybe 5 years ago. Its a combination of four-five separate recordings that I have mixed together into two long tracks. And its released on a friends label called Zeon Light, who was also part of Psykjunta festival and who Im releasing records with now. The other tape was released on a friends label from our hometown, called Ljudkassett. I don’t really remember why we choose just live tracks but we had a pretty big catalogue of live recordings and felt that it made sense to put a few of them together.

    Do you often play live, there are some favourites? We know about your participation to the 2016 edition of Liverpool International Festival of Psychedelia. Hoping to see you on tour also in Italy …

    FMD (RD) We have played about 60 shows since the start in 2006, but then again in the beginning we for example played only two shows over the first 3 years. We absolutely loved Supernormal Festival, although we where not happy about that performance, but such a great festival. Then I must say Psykjunta is the best one we’ve been to in Sweden. Then we have some gigs that stick out, like the first one we did in Malmö when we played for 3 hours, and the last song was 55 min and are the entire B side of the live tape mentioned above. Over all I must say that the show at Liverpool is probably one of our best, and to count in the massive failure (another story)we had just hours before that makes me even more proud that we pulled that one off. Italy would be great, Lisa played with Katla at Duna Jam, so that would be great, and I do know many people booking in Italy so we will for sure look into that.

    In the last three years you have issued your music with different labels. Could you tell us about your meeting with these labels and how this relationship has stimulated your artistical growth?

    FMD (RD) Well they are all friends, and the collaboration have been smooth. The record store Rundgång is like a second home and one of the first places I go to when back in Malmö, and Gustav behind Höga Nord was also one member of Psykjunta festival. And I met Chris and John from Rocket via Goat in the UK some years ago.

    Amongst these releases there is “Montana / Nusrat” issued in 2015 on a 12″ vinyl. Could you tell us about it, what inspired you to compose these songs?

    FMD (RD) Are two rather old recordings that was just laying around, we had some other ideas to Höga Nord first. It was a 7” planned so had some shorter songs in mind then. But when Höga Nord started the Picture Disc series they asked us to have some longer songs. Montana, is probably the track we have played live most times. But never really recorded properly. It lacked something so we added a guitar and then it was it, same thing with Nusrat, we had a longer and what we thought was a better version that we planned for a tape release that never happened. When listening to the shorter (and better recorded) version we again just realized it missed one guitar. And they fit very well together. Mostly cause they got an oriental touch and they have Djembe and less of the drum kit. Montana is named after the Hannah Montana guitar Jonas use for this song. Nusrat is a version of a Nusrat Fateh Ali Khan song.

    Last year you released what has been the single of the year for Plenirockium: “Sista Valsen EP”. Some sounds already present in your music become relevant in a space rock direction (as if the inner space of the beginnigs is now an outer space), the trance and drone tones alternate as a variable flow, Lisa Ekelund is a new member with his voice, violin, flute. The acustic element becomes another interesting matter to explore. Could you tell us about this EP, if I understand well it came from the very first sessions you made together.

    FMD (RD) The track Sista Valsen is a drunken jam from the very first rehearsal/recording we did with Lisa, Lars had left so Martin is drumming, I have packed down my gear so just played on a keyboard without effects (unusual). It had a good vibe, but when Björn who mixed it got his hands on it he really succeeded in picking out some groovy elements and pushing the vocals. I think we recorded Varför that weekend too, Taskig Stämning Annars and Kruta are recorded earlier but with added elements from Lisa.

    Beyond Lisa with Katla, are there also similar projects or side projects for you or other members of the band?

    FMD (RD) Sadly Katla is dismissed but she have just started to do music again with her brother who also where in Katla. I have always had some side projects, eclectic mix again, industrial noise as my solo moniker Gaerra, Techno with Ken Ood or ambient drones with the duo Jin&Daun. Jonas is constantly recording songs and demos at home, sometimes up to one song per day…Sven and Martin play together in a more Progg-Folk-Metal influences band called Sol 3. Lars play in a Jazz-drone trio called Ex Canis and also in another trio with Martin and Fredric called OCH (minimal Electronic-Rock). Fredric is almost like a 7th member, he have been by our side since the first live gig and recordings, done lights for some shows and did the cover art for the ‘Sista Valsen EP’.

    Next 28 April, Rocket Recordings will release your new album “Kompost” by which you have already revealed ‘Hit’ and ‘After Gong’ via YouTube. Really interesting vides did you create them? Listening them we can perceive that something fabulous is coming, also in exploring the rock jazz perspectives of your music. Can you tell us the creative journey that led to the making of the album? Did you recorded it at the legendary Silence Studio in Koppom?

    FMD (RD) Again are track recorded over a few years and at five different locations, so its not really a concept for the album. It is very diverse, tracks resemble of Hawkwind some of minimal Disco rock like Can, some more Post Punk and some more Jazz. Everyone is into jazz except Lisa but we constantly try to change that, hehe.
    Yes we had a successful and absolutely enjoyable time in the Silence Studios, we went there over two full days and recorded about 20 tracks. David Svedmyr from Our Solarsystem joined us as a sound engineer. His brother Johan who also plays in Our Solarsystem and Katla, went along to cook food for us together with Lisas brother Nils (Katla). And they all joined us on some jams, adding percussion, sitar and organ. Johan added many extra rhythms so I think the next album will be even more groovier, but still with a weird Flowers Must Die touch.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*