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Psychedelic Witchcraft (IT)

Psychedelic Witchcraft (IT)

Psychedelic Witchcraft

“The Vision”

Soulseller Records (LP + CD)

Iniziatiche danze, compresse nelle segrete stanze colme di fasti passati, sogni psych witchcraftriemersi dall’oblio e non più abbandonati alla giostra disseppellita di un banchetto esoterico. Figli spettrali, decorati dalle relique dei Black Widow, Power Of Zeus, Pentagram, Black Sabbath, Leaf Hound, Daemon di John Du Cann, leghe di metallo e avorio nella voce di Virginia Monti, corrosa tra Jinx Dawson (Coven) e Elin Larsson (Blues Pills). read more

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Fogg (USA)

Fogg (USA)

Fogg “High Testament” (Tee Pee Records)

voto 9/10

In alcuni casi la storia, l’ineluttabilità del destino, vengono definiti nel nome che ci viene assegnato o di cui a volte cerchiamo di appropriarci. Per definire uno stile, una scelta o semplicemente noi stessi.

Una band con doppia “g” finale nella denominazione, Fogg, regala tanta storia all’archetipo di nebbia e fumo, conformata forse idealmente, a una connotazione quasi ascetica. Ma non solo. Basta ricordare che i Velvet Fogg furono una delle prime band di Tony Iommi e allora, già nell’appellativo, il fato gioca un ruolo determinante. read more

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Cherry Choke (UK)

Cherry Choke (UK)

Cherry Choke “Raising the Waters” (Elektrohasch Schallplatten)

Dai Family ai Kasabian, passando per Pesky Gee / Black Widow e poi Deep Freeze Mice e Volcano the Bear, la geografia musicale di Leicester (UK) offre paesaggi sonici in rappresentanza di una terra alchemica nei nuovi atlanti cherry_matunderground a cui ora possiamo aggiungere le esplorazioni del chitarrista Mathew Bethancourt nella materia rock-blues esposta a fenomeni hard-psyche-heavy-space che interagendo tra di loro ne modificano continuamente l’aspetto. Temi cari anche alle cronache stoner e ribaditi da Bethancourt a partire dai primi 2000 con Josiah e poi con The Kings Of Frog Island (più una piccola parentesi con gli svedesi Dexter Jones Circus Orchestra) lungo una decina di albums, espressioni di creatività costante proseguita nel 2008 con la fondazione dei Cherry Choke per attuare nel consueto power trio e debuttare l’anno successivo con un album omonimo. La formazione che include il bassista Gregg Hunt e il batterista Daniel Lockton (ex The Dérailleurs, autori nel 2007 di una garagepsych-gemma 7 pollici), prosegue nel 2011 con “A Night In The Arms Of Venus Leadsd to a Lifetime on Mercury” confermando un solido rapporto con l’etichetta tedesca Elektrohasch Schallplatten e cherry_simon2le splendide grafiche dei Sons of Saturn ribadite anche in due favolosi singoli (sulla locale Blackhand Records, limited editions 99 copie!!). In questa fase iniziale la musica dei Cherry Choke sviluppa punk blues acidissimi in un’affascinante dimensione parallela tra Londra, Detroit e West Coast. read more

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