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Shadow Show, The Hanging Stars, Purple Desert Rain God, Dimorphodons

Shadow Show

“What Again Is Real? / Is This A Dream?”

Hypnotic Bridge Records

Partiamo da Detroit dove un paio di anni fa Ava East (chitarra, voce), Kate Derringer (basso, voce) e Kerrigan Pearce (batteria, voce) si uniscono per dar vita alle Shadow Show. Una realtà nascente che aggiunge linfa alla corrente garage-beat-powerpop-psichedelica con sensibilità femminile nell’esprimersi fra le diverse sfumature cromatiche della visione musicale e narrativa. Un flusso di creatività che si manifesta subito con “Silhouettes” (Stolen Body LP, Burger Records CD), album ancora fresco di stampa uscito nel Febbraio di quest’anno. Prime forme sbocciate da idee che irradiano un senso di espansione e scorrono con energia magnetica. Delizie armoniche di un’immaginazione travolgente che avvolge due nuove meraviglie nella fisicità vinilica settepollici dello splendido catalogo Hypnotic Bridge.

‘What Again Is Real?’ rimette in gioco atmosfere Paisley Underground nel solco delle prime Bangles. Venature neosixties ad alta densità chitarristica. Una propulsione incessante tra arrangiamenti vocali e corde riverberate. ‘Is This A Dream?’ è la vertigine di un canto senza tempo, sogno rivelato nell’omaggio alle leggendarie Feminine Complex colto tra i generosi inediti nell’appassionato lavoro di ricerca che la Rev-Ola ha fatto con la ristampa del loro unico album “Livin’ Love” (1968). Una demo bellissima di sola voce e organo che viene rivitalizzata dalle Shadow Show attivando i labirinti della psichedelia. Realtà e sogno si inseguono perchè se c’è differenza tra come è fatto il mondo e come lo percepiamo c’è anche chi sa come esprimerlo in musica.

 

The Hanging Stars

“Fresh As A Sweet Sunday Morning / The Mountain”

Crimson Crow

The Hanging Stars invitano a Londra e a rivolgersi verso il cielo stellato dove ancora permangono i riflessi estatici di “A New Kind of Sky”, terzo album uscito all’inizio del 2020. Questo loro nuovo singolo è anche occasione per parlare di un’altra favolosa discendenza neopsychfolk dall’albero genealogico di The Eighteenth Day Of May dopo The Left Outsides con il loro ultimo singolo recensito in Agosto. Il tratto convergente nasce a metà degli anni 2010 dall’ispirazione del cantautore chitarrista Richard Olson dopo l’esperienza The See See (e parallelamente a Thelightshines) anche nel proseguire con Sam Ferman (basso), Paul Cobra (batteria) e nell’accogliere il polistrumentista Patrick Ralla. Ad integrare la formazione il sostanziale contributo delle pedal steel guitars di Horse e Joe Harvey Whyte.

The Hanging Stars si muovono nel solco di una tradizione folk-country rock fine 60s inizio 70s tra l’electric folk britannico e la California post summer of love. Sonorità che evocano nomi come Incredible String Band, Fairport Convention, Gram Parsons (inclusi Byrds e Flying Burrito Brothers) estendendosi attraverso lo sviluppo originale di una ricerca raffinata e visionaria realizzata sulla propria etichetta Crimson Crow. ‘Fresh As A Sweet Sunday Morning’ è l’appassionato omaggio a Bert Jansch da “L.A. Turnaround” significativamente inciso tra Sussex e California nel 1974 dopo lo scioglimento dei Pentangle. ‘The Mountain’ svetta nel firmamento psichedelico e mescola le carte del tempo estraendo dallo scrigno dell’immaginazione suggestioni melodiche e chitarristche inebrianti. Un viaggio onirico on the road al termine della notte.

 

Purple Desert Rain God

“Invisible Matter / Bridge To Nowhere”

Höga Nord Rekords

“Nel profondo del deserto purpureo c’è un bisogno pervasivo di un universo logico che abbia senso, ma il Dio della pioggia è sempre un passo oltre la logica”. Un esordio avvolto nel mistero questo dei Purple Desert Rain God sebbene l’anagrafica di Bandcamp dichiari che sull’orlo del deserto c’è Edinburgo, Scozia. Nient’altro ma non importa e nemmeno compromette il godimento di questo singolo pubblicato dalla svedese Höga Nord Rekords conosciuta sul cammino dei Flowers Must Die.

Il  rituale messo in atto dai Purple Desert Rain God è un flusso psichedelico evocativo, una danza cosmica tribale dai connotati krautrock, assoluta, irresistibile. Una forza trascendente distesa da ‘Invisible Matter’ su grooves ripetitivi tra ostinate figurazioni chitarristiche illuminante dai sintetizzatori con improvvise levità antigravitazionali. Armonie cosmiche avvolgenti come veicolo arcano per l’esplorazione di spazi interiori. Modulazioni cicliche potenti come il respiro profondo di una divinità nascosta nelle viscere del pianeta. Il basso innesta un battito pulsante per l’impressionante risveglio del gigante ora in cammino verso ‘Bridge to Nowhere’, evoluzione aperta ricca di atmosfera e segrete suggestioni. Compresa quella di ripartire ad ascoltare sperando che oltre l’invisibile spunti presto nuova materia purpurea.

 

Dimorphodons

“Searching for Dimorphodons” EP

Hand of Glory Records

Londra richiama per il primo lavoro di Dimorphodons, un altro notevole debutto avvolto nel mistero e narrato con un gusto ludico per rimodellare la propria idea di psichedelia e sognare in libertà. La fantastica marzianità che caratterizza l’EP  “Searching for Dimorphodons” è anche frutto di un singolo artista, polistrumentista, costruttore di chitarre, produttore. Tutto scritto, registrato, e mixato da qualcuno che comunque lavora sodo senza prendersi troppo sul serio componendo “the fantasy world I’d like to live in” su vinile one sided 12 pollici. Anche nel confezionarlo ci mette del suo incollando a mano le copertine delle 250 copie appena realizzate su Hand of Glory Records. E Dimorphodons sta già preparando un intero album previsto per il 2021.

L’ascolto è entusiasmante, qualcosa che evoca la ricerca di altri maghi del suono, eccentrici e visionari contemporanei come Morgan Delt e Cranium Pie o di produttori che hanno esplorato l’universo psichedelico come The Time & Space Machine (Richard Norris). ‘Searching For Dimorphodons’ mette in moto il caleidoscopio freakbeat nell’omaggio a Mary Anning mitica pioniera della paleontologia che scoprì il primo fossile di pterosauro, il Dimorphodon. Un turbinio percussivo dirompente di vivida energia chitarristica a propulsione 12 corde e su due linee temporali simultanee, separate da milioni di anni. ‘Snodohpromid’ è un viaggio più sperimentale e ambient “un dipinto sonoro di un’antica palude ottenuto con la registrazione rallentata del canto degli uccelli e i suoni on field di funghi che stridono in una padella per raffigurare i richiami di creature preistoriche scomparse da tempo”. ‘Pretty Things Are All I Have and Know’ esplora magie popsike e mini sinfonie in stile Brian Wilson nel descrivere “la tensione tra la vita desiderata e la vita raggiungibile”. ‘The Factory’ accende una candelina profumata a Syd Barrett spostandosi su atmosfere introspettive e svolgendo da un piano giocattolo sospeso in morbidi glissando fuzz. C’è infine una traccia senza titolo: “Non so cosa sia. Mi piace il modo in cui entra ed esce e poi se ne va”. Anche questa è una storia interessante!

GIAMPIERO FLEBA

 

Una risposta a “Shadow Show, The Hanging Stars, Purple Desert Rain God, Dimorphodons”

  1. English translation…

    Shadow Show
    “What Again Is Real? / Is This A Dream?”
    Hypnotic Bridge Records

    Let’s start from Detroit where Ava East (guitar, vocals), Kate Derringer (bass, vocals) and Kerrigan Pearce (drums, vocals) join a couple of years ago to give life to Shadow Show. A nascent reality that adds lymph to the garage-beat-powerpop-psychedelic current with a feminine sensitivity in expressing itself among the different chromatic shades of musical and narrative vision. A flow of creativity that manifests immediately with “Silhouettes” (Stolen Body LP, Burger Records CD), an album still fresh from the press released in February this year. First shapes blossomed from ideas that radiate a sense of expansion and flow with magnetic energy. Harmonic delights of an overwhelming imagination that envelops two new wonders in the seven-inch vinyl physicality of the splendid Hypnotic Bridge catalog.

    ‘What Again Is Real?’ brings back Paisley Underground atmospheres in the wake of the first Bangles. Neosixties veins with high guitar density. An incessant propulsion between vocal arrangements and reverberated strings. ‘Is This A Dream?’ is the vertigo of a timeless song, a dream revealed in the homage to the legendary Feminine Complex caught among the generous unpublished works in the passionate research that Rev-Ola has done with the reissue of their only album “Livin ‘Love” (1968 ). A beautiful voice and organ only demo that is revitalized by the Shadow Shows activating the psychedelic labyrinths. Reality and dream chase each other because if there is a difference between how the world is made and how we perceive it, there are also those who know how to express it in music.

    The Hanging Stars
    “Fresh As A Sweet Sunday Morning / The Mountain”
    Crimson Crow

    The Hanging Stars invite to London and turn towards the starry sky where still remain the ecstatic reflections of “A New Kind of Sky”, their third album released at the beginning of 2020. This new single is also an opportunity to talk about another fabulous neopsychfolk lineage from The Eighteenth Day Of May family tree after The Left Outsides with their last single reviewed in August. The convergent trait was born in mid 2010 years from the inspiration of the singer-songwriter guitarist Richard Olson after the experience The See See (and parallel to Thelightshines) also in continuing with Sam Ferman (bass), Paul Cobra (drums) and in welcoming the multi-instrumentalist Patrick Ralla. The substantial contribution of the pedal steel guitars of Horse and Joe Harvey Whyte integrated the line up.

    The Hanging Stars move in the wake of a late 60s early 70s folk-country rock tradition between British electric folk and California post summer of love. Sounds that evoke names such as Incredible String Band, Fairport Convention, Gram Parsons (including Byrds and Flying Burrito Brothers) extending through the original development of refined and visionary research carried out on their own Crimson Crow label. ‘Fresh As A Sweet Sunday Morning’ is the passionate homage to Bert Jansch from “L.A. Turnaround” significantly recorded between Sussex and California in 1974 after Pentangle disbanded. ‘The Mountain’ stands out in the psychedelic firmament and mixes the cards of time by extracting melodic suggestions and exciting guitars evolutions from the casket of the imagination. A dreamlike journey on the road at the end of the night.

    Purple Desert Rain God
    “Invisible Matter / Bridge To Nowhere”
    Höga Nord Rekords

    “Deep in the purple desert is a pervasive need for a logical universe that makes sense.. but the Rain God is always one step beyond logic”. A debut shrouded in mystery this of Purple Desert Rain God although the Bandcamp registry declares that on the edge of the desert is Edinburgh, Scotland. Nothing else but it does not matter and neither does it compromise the enjoyment of this single released by the Swedish Höga Nord Rekords known on the path of Flowers Must Die.

    The ritual performed by the Purple Desert Rain God is an evocative psychedelic flow, a tribal cosmic dance with krautrock connotations, absolute, compelling. A transcendent force spread by ‘Invisible Matter’ on repetitive grooves between obstinate guitar figurations illuminating by synthesizers with sudden anti-gravity lightness. Enveloping cosmic harmonies as an arcane vehicle for the exploration of inner spaces. Powerful cyclical modulations like the deep breath of a divinity hidden in the bowels of the planet. The bass engages a pulsating beat for the impressive awakening of the giant now on its way to ‘Bridge to Nowhere’, an open evolution full of atmosphere and secret suggestions. Including that of starting to listen again, hoping that beyond the invisible new purple matter will soon emerge.

    Dimorphodons
    “Searching for Dimorphodons EP”
    Hand of Glory Records

    London recalls for the first work of Dimorphodons, another remarkable debut shrouded in mystery and narrated with a playful taste to reshape his own idea of ​​psychedelia and dream in freedom. The fantastic martianism that characterizes the EP “Searching for Dimorphodons” is also the result of a single artist, multi-instrumentalist, guitar builder, producer. All written, recorded, and mixed by someone who still works hard without taking himself too seriously, composing “the fantasy world I’d like to live in” on one sided 12 “vinyl. Even in the packaging he puts some of his own by hand gluing the covers of the 250 copies pressed and just released on Hand of Glory Records. Dimorphodon is already preparing an entire album scheduled for 2021.

    The listening is exciting, something that evokes the research for other contemporaries sound wizards, eccentric and visionaries such as Morgan Delt and Cranium Pie or producers who explored the psychedelic universe such as The Time & Space Machine (Richard Norris). ‘Searching For Dimorphodons’ sets the freakbeat kaleidoscope in motion in the homage to the paleontology pioneer Mary Anning who discovered the first pterosaur fossil, the Dimorphodon. A disruptive percussive whirlwind of vivid 12-string propelled guitar energy over two simultaneous timelines, separated by millions of years. ‘Snodohpromid’ is a more experimental and ambient journey “a sound painting of an ancient swamp where half-speed birdsong and field recordings of mushrooms squeaking in a pan sonically depict the calls of long departed prehistoric creatures”. ‘Pretty Things Are All I Have and Know’ explores popsike magic and Brian Wilson-style mini symphonies in describing “the tension between the desired life and the attainable life”. ‘The Factory’ lights a perfumed candle for Syd Barrett moving to introspective atmospheres and playing from a toy piano suspended in soft glissando fuzz. Finally there is an untitled track: “I don’t know what it is. I like the way it comes in and out and then it goes”. This is also an interesting story!

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