Crea sito

MIRAGE & BEN

‘All That Rock-Jazz’

di Beppe Badino

I Mirage furono formati alla fine del 1975 da Brian Godding, già chitarrista – fra gli altri – dei Blossom Toes e dei B.B.Blunder, insieme con l’amico George Khan, esperto sassofonista conosciuto durante la comune BRIAN GODDING bispartecipazione al gruppo Solid Gold Cadillac e al relativo disco “Brain Damage” (RCA, 1973).

All’epoca George Khan era solito declamare con orgoglio il suo eccellente albero genealogico, in particolare i suoi trascorsi nei Battered Ornaments, nei Formerly Fat Harry e nell’esoterica schiera dei Puddletown Express di Arthur Brown, secondo alcuni la misteriosa band che ispirò il “Bitches Brew” di Miles Davis  [Digressione 1:  E’ possibile ascoltare tre eccezionali – finanche sovversivi – brani dei Puddletown Express, registrati a Londra nel periodo ‘68/’69, sul raro 2LP “The Lost Ears”, Gull Records 1976, siglato in copertina col nome Arthur Brown’s Kingdom Come].

Il terzo uomo ‘mirage’, il batterista David Sheen che troveremo negli anni ’80 ancora con Godding nei G.L.S. (Godding, Steve Lamb, Sheen), vantava un’esperienza con i Ben, il semileggendario combo ‘cult’ dell’underground inglese che realizzò un unico album, davvero speciale, marchiato Vertigo Records nel 1971.

* * * * *

BEN foto gruppo[Digressione 2: Ben] I Ben comparvero sulla scena del rock progressivo con un bagaglio di sonorità d’avanguardia affini alle inclinazioni dei Soft Machine e dei Nucleus più innovatori.

Il loro disco, “Ben” (le copie originali sono megararità per collezionisti estremi), affascina e cattura attraverso quattro lunghe suites “The Influence”, “Gibbon”, “Christmas Execution”, “Gismo” – stregate da un intenso set di fiati (sassofoni, clarinetto, flauto) suonati da Peter Davey e dall’irresistibile connubio fra tastiere (Alex Macleery), chitarra (GerryBEN  LP Reid), basso (Len Surtees) e percussioni (ovviamente il signor David Sheen), in grado di generare stupende atmosfere intellettuali in un crescente processo di fusione jazz/rock. Il gruppo, tra le altre cose, venne prescelto da Keith Jarrett per farsi accompagnare nella sua tournée in Gran Bretagna del 1972.

David Sheen lavorò anche con Kieran White, chitarrista degli Steamhammer, e partecipò all’incisione del suo album solista “Open Door” (Gull, 1975).

* * * * *

Il bassista Steve Cook, session-man piuttosto noto all’epoca dei fatti, l’ultimo anello della collana che completa il quadro riguardante i membri dei Mirage, si compiaceva del suo passato con i C.M.U. (appare nel loro ottimo secondo LP “Space Cabaret”, Transatlantic, 1972) e con i Seventh Wave.

I Mirage curarono l’attività live con una serie di concerti organizzati dal Jazz Centre Society che produssero un notevole successo. Le loro performances, cui erano soliti unirsi anche Roger Sutton (bassista con Nucleus e Mark Almond), Geoff Castle (tastierista con Nucleus, Graham Collier e Neil Ardley) e John Mitchell (percussionista della band di Lol Coxhill), vennero recensite sulla stampa specializzata britannica con ampie lodi. “Uno spettacolo oltre la vetta!” scrisse il critico Kenneth Ansell sul periodico Impetus.

L’album dei Mirage, intitolato “Now You See It…” e registrato nello studio mobile degli Yes, fu licenziato nel 1977 dalla norvegese Compendium Records.

MIRAGE  LP  COMPENDIUM“Now You See It…”, ripubblicato su CD dalla Vocalion Records con l’aggiunta di due splendide tracce inedite tratte da concerti al Dingwalls di Londra anni 1975/76 (“The King Of Dingwalls” e “Two Times Three”), è un disco pieno di fascinazioni moderniste con sviluppi poco convenzionali che vanno oltre la specifica impronta jazz/rock. Un lavoro sparso di valenze progressive ricavate da un’esposizione democratica che riserva fasi alterne ed eclettismo strumentale.

Fra i quattro pezzi firmati da George Khan le preferenze vanno a “King’s Heads” e a “Elephants’ Tales” , due numeri nei quali il sassofonista fluttua agilmente sulla materia ritmica con interventi che mescolano circolarità tipiche del jazz  bianco ‘made in UK’ e momenti più consonanti con l’energia della black music.  La sorpresa maggiore arriva però dalla coppia di titoli composti da Brian Godding, ”Time Less Words” e “Underneath The Arches And Beyond”, un’insolita caleidoscopica pioggia di immagini sonore per chitarra solista articolate su melodiose nature metallizzate distese all’ombra delle delizie del ‘Canterbury-sound’.

Pura magia!

DISCOGRAFIA / ORIGINAL COPIES

Mirage “Now You See It…” (LP, Compendium 1977)

Ben“Ben” (LP, Vertigo 1971)

DISCOGRAFIA / REISSUES

Mirage “Now You See It…” (CD, Vocalion, Reissue 2007)

Ben “Ben” (CD/LP, Akarma, Reissue 2003)

Ben “Ben” (CD, Repertoire, Reissue 1991 & 2014)