Josefin Öhrn + The Liberation (SE)

Josefin Öhrn + The Liberation

 

Horse Dance

 

Rocket Recordings (LP + CD)

 

Non è semplice parlare dell’effetto del suono psichedelico amalgamato ad altre genesi o josefin8correnti rock. Non è semplice perché si tratta di elaborazioni che vanno molto al di là di ciò che è enunciabile artisticamente, come tutte le esperienze estatico musicali. Riuscire a introdurre preziose essenze dedite all’elettronica o il post-punk, dilaniando il cuore e la mente psicodislettiche, attinge a un presagio di generazioni pronte alla destrutturazione della percezione e del pensiero.

Josefin Öhrn appartiene alle sacerdotesse consacrate a culti e riti di un moderno paganesimo che trasmuta scientificamente le onde tecnologiche ed emozionali. Come una miscela di composti che, provocando una reazione, servono a rivelare la presenza di altri substrati. Insieme ai Liberation di Fredrik Joelsson consegnano “Horse Dance”, un’altra notevole freccia all’arco della scena svedese che possiede un grande spirito josefin4innovativo e di collegamento inusuale.

Agganciata alle ruvide delicatezze di Chrissie Hynde e ai brividi ipnotici di Nico, la linea armonica cerca lo svincolo dal disordine, la nitidezza nella vertigine. Una implacabile ritmica scava le onde alterate e la linea di demarcazione, il soggetto dall’oggetto, svanisce. Dunes esplode uno psycho-punk mutato da metronomie rigide, assorbendo il fuzz nel sistema reticolare del cervello, l’electro-simmetria esplora la mente. La fluidificazione investe trama e kraut-element, millilitri di Can si aggiungono a Sanity, You Have Arrived, Take Me Beyond, quest’ultima vero bijou. Fibre incollate ad ambienti Cluster&Eno in cui la voce deliziosa di Josefin irradia riverberi e chitarre dondolanti. E se il jungle-groove di Sunny Afternoon soffia spolverate sintetiche sospese nel tempo, Green Blue Fields assottiglia il rumore in lucidi tremuli dove baroccano sensazioni da “Lega Umana”. Esse blandiscono le tesi di Jason Pierce attraverso l’assalto di Talk, concatenato ad una lieve brezza indie-pop.

Un rimando particolare per Horse Dance; poema post-suburbano scandito dalla The LiberationsPhoto: Oskar Kullanderwww.oskarkullander.selezione di Patti Smith. Battiti drum, tastiere maudit, monologo vocale posseduto da forza intrinseca a tinte sottili. Versi nati da Horses e rieducati nell’illuminazione a LED che gli smart-eye efficientano lungo le strade di Stoccolma. Mentre il pulsare del cuore viene travolto dai ringtones delle applicazioni mobili.

Psych-wave songs in a different age.

 

Sandro Priarone

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