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Jerusalem In My Heart (CDN)

Jerusalem In My Heart

 

“If He Dies, If If If If If If”

 

Constellation (LP + CD)

 

Per decifrare questo disco fuori dai generi è necessario approfondire la figura del fondatore del progetto JIMH-220x300Jerusalem In My Heart, Radwan Ghazi Moumneh. Nel  ’73 appena  nato abbandona il Libano in piena guerra civile per ritrovarsi in piena adolescenza nella città di Montreal che diventa l’epicentro della sua attività artistica, musicale e politica.

Sulle orme di gruppi come Crass e Discharge è attivo con Black Hands e Ire che lascia nel 2005 per creare il progetto JIMH, un vero e proprio collettivo di artisti che si muove tra musei d’arte e locali di Montreal.  Il messaggio politico del periodo punk rimane intatto anche se trasposto dai testi all’arte visuale. Nelle performance di JIMH, che oggi sono un trio composto da Moumneh, dal produttore francese Jérémie Regnier e dal regista e artista visuale di Montreal  Charles-André Coderre, infatti non è raro vedere accompagnati da giochi di luce destrutturanti, proiezioni in 16mm di un inquietante passato che ci riporta al presente del confitto israelo-palestinese come il massacro di Sabra e Chatila.

Jerusalem-in-My-Heart-5La parte sonora è un’ amalgama ipnotica dai sapori rabbiosamente etnici  ottenuta  dalla sovrapposizione di sintetizzatori a field recordings e strumenti arabi. Moumneh  fedele all’attitudine punk non registra con i microfoni da 20000 dollari dell’Hotel 2Tango, studio della Constellation Records  in cui lavora e che ha contribuito a progettare, ma preferisce utilizzare un telefonino e per la post produzione il suo laptop.

“If He Dies, If If If If If If” secondo lavoro di JIMH oscilla tra brani vocali fortemente emotivi e brani strumentali ; in ‘A Granular Buzuk’, la chitarra suonata da  Moumneh  è elaborata e campionata tramite sintesi granulare con segnale personalizzato in tempo reale. Segue ‘7ebr El 3oyoun’ in cui fa da contraltare ad un riff gradualmente accelerato e sostenuto da percussioni a mano, il canto salmodiante e il rumore bianco prodotto attraverso un microfono posto nella bocca di Radwan che poi manifesta il suo amore per il pop arabo e per la dance su musicassetta con il ballabile lo-fi  ‘Lau Ridyou Bil Hijaz’.

Ta3mani; Ta3meitu è un’essenziale melodia tradizionale che rende omaggio al poeta e cantante JerusalemInMyHeart-TheMediaClub3curdo Sivan Perwer.  Chiudono il disco  ‘Ah Ya Mal El Sham’, concepita da un “drone” su  flauto Bansuri e ‘2asmar Sa7ar’ che è una delicata composizione acustica accompagnata dal suono delle onde registrate su una spiaggia del Libano.

Alessandro Cerratti