Goat (SE)

Goat

“It’s Time For Fun / Relax”

(7″)
Rocket Recordings

 

Ogni volta che ascolto qualcosa dei Goat il senso di emozionalità ed ebbrezza sale notevolmente di tono. Una specie di significato latente sul coinvolgimento non solo a livello di impulsi ma anche di stile, amalgamato a vibrazioni primordiali.goat fun
Radicati a Korpilombolo, villaggio svedese di poche anime pagane, questo singolo vede la registrazione ben al di fuori della terra natia. Un modo diretto per precisare, ancora, come la miscela di rivelazioni, appartenenza, riti, sia riferita e associata a tutte le popolazioni mondiali.

Rilucenti e aggressivi, dopo la formidabile apparizione a Glanstonbury, sfoderano le consuete impalcature acid in architravi metronomiche. La tendenza varia con ‘It’s Time For Fun’, incisa a New York, dove il consueto etno-pop minimale prende ispirazione da ancestrali mutazioni no-wave e vampate di ritmi tribali trasformati in drum-Martin Rev-machine. Chitarre lisergiche, riverberi moltiplicati. Richiami di melodie tropicali col tappeto di percussioni elettroniche e tastiere pindariche in ‘Relax’, location San Paolo. Uno strumentale ensemble di impressioni trans-continentali, quasi evocate da influenti “strategie oblique”, degne di entrare come split in Another Green World del fulgido luminare di “world music” Brian Peter George St. John le Baptiste de la Salle Eno. Psych-ethnic-no wave.

Sandro Priarone

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