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Druid (USA)

‘Druid’  (CD, self released)

‘Paper Square’ (EP, self released)

Gallia, Britannia e Irlanda quanto distano dal Nuovo Mondo? Anche in America del nord c’è bisogno di sacerdoti celtici con grande influenza politica, religiosa e maestri di gioventù e medicina?

La band di nome Druid sembra incarnare il soffio vitale di chi ha studiato per lungo tempo i sacri testi del rock’n’roll e riproporlo in Druid - Druid 2015una fase empirica da cui attingere citazioni, suoni, echi, addirittura trasformazioni di pura energia in molecole nuove. Come la saggezza dei druidi, riportata in vernacolo celtico, questi ragazzi esprimono tutto il loro sapere in lezioni da riportare ai discepoli del downtuning, dello stoner, tra polveri psichedeliche e ossido doom, nelle aristocrazie acide e in primitive venature aurali. Questi “heavy psych kids” nascono ad Athens, Ohio, guidati dal sound engineer Greg Ornella, di fatto il quarto elemento del gruppo.

Ascoltare improvvisamente un infuso, con lacrime di drago, gettato sul fuoco nel crogiolo hendrixiano di Voodoo Chile come Roots & Beings, rilascia il dna primordiale, rovescia tutte le forze affinché prendano forma le nanotecnologie per ricostruire  la catena dell’origine. Stessa sensazione di culto e di propagazione orale  avviene per il ricollocamento, in senso letterale perché identico, di War Pigs dei Black Sabbath. Racchiusa in Mushroom Fields/Luke’s Wall, una foresta piena di segreti alchemici esplode nella realtà parallela, vibra in un esercizio mnemonico ricomponendo l’attuale coordinata temporale. druid1bQuasi un sacrificio umano-artistico teso ad impossessarsi di moderni seguaci. I due brani descritti riassumono l’anima dell’album ed esercitano un fascino contagioso illuminando i segreti del dejà vu. Anche se non completamente.

Può essere che le tendenze delle nuove strutture raw-lisergiche vadano ad approdare verso lidi più compositi, creazioni che tengano conto di maggiori riferimenti, un opportuno ventaglio mentale che si apre gradualmente su sponde floride.

La bellissima Whale, ornata di effusioni vicine a Meddle di floydiana arte, avverte, come a ribadire la storia, paradisi estetici, pianure romantiche e giochi di pietra infuocata. Imbastire un tessuto argentato, quasi si trattasse di frames dei Mott The Hoople, deterge la dinamica del fuzz e inclina il piano verso sprazzi semi-acustici dove la falsa quiete di Moonlight In Ares, rivive idolatrie dimenticate. Blues e demoni, graffi profondi: No Good Man attanaglia le ossa e falangi di orchi marciano sui bastioni di
druid2Slowhand. Leggende con divinazioni magiche, ricerche appropriate, frequenze basse e miriadi di distorsioni chiudono l’opera accavallando Rid This From My Eyes e Mount Sinjar/Evil Sands. Le forze del male che combattono su rilievi iracheni assomigliano a Fu Manchu e Sleep in trincee fatte di amplificatori valvolari e  pedali univox.

Da questa ultima traccia si riconfigura il recentissimo ep, Paper Squares, che prosegue il discorso dei Druid in crepacci vetrificati da virulenze doom. La sorpresa ha il sapore decadente, introspettivo, sofferto di un gioiello degli Sleep, Sonic Titan, che appare sull’epico
Dopesmoker.
 Dato alla luce, dal gruppo di San Jose, dopo anni di controversie dalla Tee Pee Records nel 2003, la versione  appare dilaniata e monumentale, racchiusa in un prototipo alterato, ricco di fumi bluastri e grigi. Delirio liquefatto da una chitarra con evidenti sintomi di ipersonnia.

Intanto il trio cambia fisionomia con un nuovo batterista mentre la chitarra di Kaleb Shaffner prende la scena imponendo fiumi di riff introspettivi e Kirlian perfidi.

druid 3I due inediti appaiono collegati all’interpretazione della cover e si intrecciano in una metodologia decisamente più “fisica”, meno incline alla sperimentazione.  Altarsong e  la title-track incanalano misture malsane di hard, stoner, blues irrequieto, doom tetragono.

Vaste distese di watt non sommergono le intuizioni innovative dei Druid e dalla loro ricerca mistica, accresciuta da erbe e residui cannabinoidi. Il processo va avanti bilanciato e ricco di suggestioni psicologiche, le conseguenze diverranno evidenti con la continua ricerca di presagi rarefatti già oggi in brillante stadio embrionale. Da Roots & Beings a Sonic Titan.

8/10

Sandro Priarone