Comet Control (CDN)

Comet Control

 

“Center Of the Maze”

 

Teepee Records (LP + CD)comet control

 

Controllando le comete, i mondi perduti e le apologie della Cintura di Orione appaiono molto vicini. Se poi, giocando con il caleidoscopio astrale, formiamo molteplici strutture simmetriche i cui frammenti si rispecchiano e rifrangono in svariate suggestioni, allora possiamo essere certi di sostare al Centro del Labirinto. Nella centrifuga spaziale la fisiologia della percezione timbrica si esprime in un cumulo di modelli ad intelaiatura cosmico-melodiosa. Swerdriver, Pink Floyd 70s, My Bloody Valentine, incroci shoegaze e filigrana dalle Nubi di Magellano. Immergendosi nei soffici vascelli interstellari appaiono voci deep-space irradiate profeticamente da Roger McGuinn con l’ologramma degli Psychedelic Furs di “Dumb Waiters”.

comet control2Comet Control prende forma a Toronto da due chitarristi, Chad Ross e Andrew Moszynski, ex Quest For Fire, nel 2013. Insieme a Nicole Howell al basso, Christopher Sanders alle tastiere e Jay Anderson alla batteria incidono il primo, omonimo, bellissimo album. Miasmi heavy psych torrenzialmente esposti a zaffate magnetiche. In “Center Of the Maze” l’inebriante languidità dreamgaze evolve in riff otherworldly e lussureggianti morbidezze. Un easy-listening suonato da starquake e supernovae, una psiconauta versione shoegaze imbottita insieme a fumi profumati. Esploratori di un Infinito ancora da decifrare, dove la maestosità si perde in simboli Yantra e non in fisica e astrofisica, suoni graffianti e distorti segnano il distacco dall’orbita e la destinazione aliena plana attraverso tempeste di radiazioni blu-cobalto.

Un ciclone stabile che prende forza dalle magnifiche canzoni dell’album come il twing-twang di ‘Silver Spade‘ o la sabbia rosso-elettrica in ‘Criminal Mystic’ o l’ellisse extra-mondo che ‘Sick In Space’ modula oltre il lato oscuro della Luna. ‘Artificial Light’ è il cuore pulsante, Comet4struggente volo di placida modificazione dello stato di coscienza. Synth e chitarre gloriose formano il pensiero di una rapsodia dove i colori aurici diventano un unico pigmento risplendente e l’estasi spirituale raggiunge le vette piu’ elevate della mente. Una forma celeste tenuta sospesa da campi di onde sonore che la sostengono. La gravità è sconfitta, il canto spaced-out incontra l’eterno presente.

 

Sandro Priarone

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