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Brain Pyramid (F)

Brain Pyramid

 

Magnetosphere

 

(Vincebus Eruptum)

 

brain pyramidL’area di spazio adiacente a un corpo celeste, entro la quale il campo magnetico da esso generato domina il moto del vento solare, viene battezzato magnetosfera. In totale similitudine spaziale, l’emissione sonica di questo album dei Brain Pyramid è governato senza sosta da particelle cariche d’acido, imbevuto di space-rock, retto dalla geomagnetica forza delle jam, innescate con impeto e ispirazione. Una performance improvvisata su griglie di accordi e temi conosciuti. Questa la definizione dello scatenato vigore estemporaneo che la band francese esegue con eccellente proprietà “trip”.

Formati a Rennes da Gaston Laigné e Baptiste Gautier-Lorenzo hanno subìto l’influenza dei 60’s e dei 70’s con chiare rimembranze a convulsioni heavy psych (Blue Cheer, Hendrix, JPT Scared Band) con continui riferimenti allo stoner più sconvolto (Sleep, Earthless, Heavy Blanket). Questo è il loro secondbrain2o album, dopo l’esordio self-released digitale nel 2013 e Chasma Hideout del 2014, racchiudendo tre lunghi brani generati da fumanti jam sessions. Un flusso libero, guarnito da dense filosofie ricche di asprezze, svolgimenti chitarristici in cui il contagiri lisergico assume svariate evoluzioni, per inglobarsi in pesanti omogeneità che si sfiniscono fra “soup” colorate e nebulose alterazioni.

Una voce in evidenza, graffio orientale, cadenze caleidoscopiche e “Magnetosphere” si schiude con venticinque minuti di grande intensità. Vortice che si muove in costante avanzamento. Il residuo stellare della title-track esprime una massima corposità snodando violente fasi, crescenti e decrescenti, dove la chitarra attraversa gemiti, rumori, piogge caustiche. ‘Solar brain3Wind’ acclama moti elicoidali di radice stoner causando bagliori e rifrazioni. Quasi compressi in una forma asimmetrica, straziata da sussulti alienati. Ricompone la saturazione distorta, acremente deformata, Electric Spell’, che racchiude il seme amalgamato del blues più lancinante, grande e veemente impatto che domina la stesura finale.

Una squisita dimostrazione della talentuosa scena psych francese con un contenuto concepito nella totale illuminazione evocativa. Un vero viaggio spontaneo, marmellate interplanetarie, un gusto storico che si aggiunge alla notevole propensione di canali psichedelici, in costante aristocrazia from living in the past-future.

Sandro Priarone

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