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Acid Mothers Temple & The Melting Paraiso U.F.O. feat. Geoff Leigh (Japan, UK)

Acid Mothers Temple & The Melting Paraiso U.F.O. feat. Geoff Leigh

 

“Reverse Of Rebirth Reprise”

(Nod and Smile Records)

“Chosen Star Child’s Confession”

(Riot Season)

 

Vorrei parlarvi di questo progetto con qualche cenno introduttivo perchè la storia dei musicisti coinvolti è talmente fitta e appassionante che merita almeno una traccia sia per chi si avvicina a loro per la prima volta che per chi cerca elementi di approfondimento… Si parte dal Giappone dove c’è un gruppo che come pochi altri sta esplorando il suono e le sue forme da 25 anni. Seguirli è un’impresa quasi impossibile con una discografia simile a un panorama sconfinato che ormai supera i cento titoli ma tutte le volte che la loro musica si svolge negli ascolti compie una magia. Acid Mothers Temple and the Melting Paraiso U.F.O. (che sta per Underground Freak Out) disorientano e affascinano al tempo stesso, totalmente dediti alla propria arte sia nella public image che nelle opere (molte autoprodotte su Acid Mothers Temple) dalle grafiche alla musica spesso solcate da una vena di misticismo. Amano identificarsi come ‘soul collective’, neo-hippies cosmici ambientalisti, diretti discendenti dei gruppi giapponesi che dal 1967 volsero lo sguardo su San Francisco e sulla rivoluzione culturale dello ‘union of love and activism’ (Human Be-In) ispirandosi a quell’amalgama senza limiti tra fusione di culture e crollo delle barriere musicali che innescò la nascita di una scena underground (con gruppi come Taj Mahal Travellers, Far East Family Band, Flower Travellin’ Band e moltissimi altri) magistralmente narrata da Julian Cope nel suo ‘Japrocksampler’.

Un collettivo in continua mutazione che dalla natia Osaka si apre al mondo come fervidi viaggiatori sempre sapientemente guidati dal guitar maestro ‘speed guru’ Makoto Kawabata, instancabile ricercatore in attività dalla fine dei 70s (con il Dark Revolution Collective). Anni di pratica acquisita soprattutto attraverso una serie impressionante di concerti (molto presenti anche nella discografia) e sessions che ne hanno forgiato lo stile e la tecnica (analogie con l’ex Chrome Helios Creed) in cui dirige un’orchestra di effetti con phaser, wah-wah, riverberi a balenare nel flusso chitarristico in costante dialogo con le tastiere e i sintetizzatori di Higashi Hiroshi, insieme dalle origini. La matrice space hard-rock psichedelica degli AMT&TMP U.F.O espande in velocità e volume spesso secondo sviluppi cari agli improvvisatori radicali ma è anche capace di rarefarsi in territori etno-folk e drone music (come in “La Novia” o nel progetto Floating Flowers). Suoni potenti che operano un continuo reinventarsi nell’improvvisazione e comunicano nella loro dimensione ideale dal vivo (tra cui diversi tour in Italia). Evidenze espressive dove i titoli delle canzoni e degli album sembrano poesie che scorrono con limpidezza anche in clamorosi omaggi a Frank Zappa, Jimi Hendrix, King Crimson, Grateful Dead, Black Sabbath, Amon Düül II, Miles Davis, Terry Riley o alla letteratura di fantascienza (ed autori come Isaac Asimov e P.K. Dick). A tutto ciò si aggiunge una lunga family tree di progetti parallei, produzioni (tra cui gli albums dei conterranei Hibushibire) e collaborazioni dirette dove spiccano Acid Mothers Gong (Daevid Allen e Gilly Smith) e Acid Mothers Guru Guru (Mani Neumeier).

Ultima collaborazione attuata è proprio questo incontro tra Acid Mothers Temple & The Melting Paraiso U.F.O. con Geoff Leigh, flautista, sassofonista e polistrumentista, noto agli appassionati di rock progressivo inglese per aver fatto parte dei leggendari Henry Cow. Nato a Londra nel 1945 la sua carriera musicale è vastissima, avviata dalla passione dei genitori per la musica jazz e dai primi passi ai fiati con i Crazy Mabel nel solco di un jazz-blues-rock mutuato dall’ammirazione per le evoluzioni ai sax di Graham Bond e Dick Heckstall-Smith nel Graham Bond Organization.  Poi la passione per una scena jazz inglese in pieno splendore creativo e la visione dei concerti di gruppi come Spontaneous Music Ensemble e Brotherhood Of Breath.  Nel 1969 l’incontro a Portobello con il chitarrista Gerald Frazer Fitz-Gerald (G.F. Fitzgerald) che lo coinvolge nelle registrazioni del magnifico album sperimentale psych-prog “Mouseproof” (UNI, 1971) e lo introduce alla scena dei musicisti d’avanguardia tra Londra, Cambridge e Canterbury. Da qui in poi è tutto un crescendo di incontri e partecipazioni: John Martyn, Zakarrias, Lady June, Kevin Ayers, Robert Wyatt, Deavid Allen, Mike Oldfield (curiosità da scoprire il contributo di Geoff Leigh in ‘I Love You So’ A side di un singolo BYG registrato a Londra nel 1971 dalla cantante-attrice Valérie Lagrange).

Suona spesso anche con Hatfield and the North (parteciperà alle registrazioni del loro primo album) e con il collettivo sperimentale Ottawa Company dove incontra tutti gli Henry Cow ed il loro batterista Chris Cutler, suo vecchio compagno di scuola nel quartiere londinese di Sutton. Il piacere è reciproco e così Geoff Leigh diventa il quinto Henry Cow anche nel condividere le istanze sociali e politiche del crescente movimento plurale di controcultura underground (avvincente la biografia: ‘Henry Cow: The World Is a Problem’ di Benjamin Piekut). L’esordio è già un capolavoro: “Legend” (Virgin, 1973) avanguardia di un jazz rock sperimentale unico nel panorama dei primi anni 70 e principio di un decennio di vita che include l’organizzazione del festival Rock in Opposition (1978) e la nascita del movimento di rock progressivo europeo RIO. Geoff Leigh prosegue lungo i 70s e gli 80s sia nel reiterare la presenza in alcuni album successivi di Henry Cow e in contributi di rilievo per gli Slapp Happy, che fondando gruppi come Radar Favourites (con la moglie Cathy Williams ed il vecchio amico G.F. Fitzgerald), Red Balune, Black Sheep fino al primo ‘solo’ “The Chemical Bank” (un EP 7″ uscito nel 1979 sulla sua etichetta MCCB – Mass Culture Control Bureau) e l’album del 1988 “From Here To Drums” con Frank Wuyts ex tastierista dei belgi Aksak Maboul. Una scia intensa che confluisce e aderisce alla scenario post punk inglese ed europeo alternando progetti free jazz, ambient e world music.

Geoff Leigh oggi è uno splendido 75enne esempio di resistenza fisica eccezionale, reduce da grossi problemi di salute che sembravano compromettere la sua attività di musicista intraprende un percorso di riabilitazione che lo riporta sulle scene alla fine dei 90s con gli Ex Wise Heads (di Colin Edwin bassista dei Porcupine Tree) e tantissmo altro inclusa la partecipazione alla reunion dei Faust, all’album degli Uli Trepte Quintett (un’altro meeting con musicisti dell’era krautrock) e i recenti progetti The Artaud Beats (con gli ex-Henry Cow John Greaves e Chris Cutler) e Jump For Joy! (Henry Cow + Faust).

La collaborazione tra Geoff Leigh e Makoto Kawabata inizia già nei primi 2000 con una serie di realizzazioni a loro nome basate su lunghe improvvisazioni di fiati estatici (con prevalenza di flauto) e chitarre mulinanti tra cui spicca “Spatial Roots” (Acid Mothers Temple , 2016). Sebbene nel suono degli AMT&TMP U.F.O i fiati non siano presenze costanti, hanno però assunto nel tempo ruoli di rilievo e con risultati notevoli come nei bellissimi “Have You Seen The Other Side Of The Sky?” (Ace Fu – Nod and Smile, 2006) e “Acid Guru Pond” (Fire Records 2016, AMT + Guru Guru + Bardo Pond). Un apporto che ora offre altre suggestioni con Geoff Leigh per un nuovo capitolo dove il flauto e i sax sospingono il flusso space-psych-prog nell’alveo di un’intensa esperienza jazz rock.

L’evento si manifesta in una serie di live sessions dominate da lunghe improvvisazioni registrate il 25 Luglio 2018 agli studi londinesi Sam and Rachel’s di Rachel Kenedy e Sam Ayers (fondatori dei Flowers ultimi eredi del suono jangly-pop-folk-psych di bands come Talulah Gosh e Pastels). Queste registrazioni accreditate a Acid Mothers Temple & The Melting Paraiso U.F.O. feat. Geoff Leigh sono state mixate e prodotte da Makoto Kawabata lo scorso anno e tradotte in 2 albums: “Reverse Of Rebirth Reprise” (Nod and Smile Records) e “Chosen Star Child’s Confession” (Riot Season). Tra le novità nella formazione AMT&TMP U.F.O c’è anche l’arrivo di Jyonson Tsu, seconda chitarra (elettrica e acustica – che sostituisce l’ex-Boredoms Mitsuru Tabata), e questo ingresso supporta con eccellenza la spinta gravitazionale verso una dimensione più cosmica. Parte delle sessions reimmaginano alcuni classici del repertorio AMT&TMP U.F.O. rinnovando timbri e colori in luoghi sorprendenti. ‘Dark Star Blues’, ‘Hello Good Child’ (una speciale ‘Space Oddity’ in omaggio a David Bowie) e ‘The Beautiful Blue Ecstasy’ illuminano “Reverse of Rebirth Reprise” e sono le registrazioni caratterizzate da una spiritualità elettroacustica a tratti solcate da un folk siderale. Diversamente la nota ‘Cometary Orbital Drive’ si innesta riscritta nel solco più jazz oriented di “Chosen Star Child’s Confession” unendosi alle meraviglie gonghiane inedite, pulsanti e ultraelettriche di ‘Nightmarish Heavenly Labyrinth’, ‘Diamond Eyes Are Hurt’ e ‘Infected J Also Live Beast Catastrophe’. Dalle stesse sessions londinesi arriva anche ‘Lemon Ecstasy ~ Pink Lady Lemonade (Sweetheart Sucker Punch)’ appena pubblicata sul cd autoprodotto “Pink Lady Lemonade (Double Sweet Sucker Punch)” dove AMT planano sul piano astrale della ballata cosmica rigenerando ‘Pink Lady Lemonade’ con i fiati di Geoff Leigh, forse la migliore tra tutte le versioni di questo brano. In definitiva 2 ore di coinvolgimento totale e grande musica nella speranza che qualcos’altro registrato quel 25 Luglio 2018 venga pubblicato magari in un’edizione che comprende tutto. Per chi volesse approfondire la conoscenza del multiverso Acid Mothers Temple può puntare sul loro canale Youtube dove recentemente è stata caricata la discografia quasi completa.

Enjoy the Underground Freak Out!

giampiero fleba

 

 

Una risposta a “Acid Mothers Temple & The Melting Paraiso U.F.O. feat. Geoff Leigh (Japan, UK)”

  1. English translation…

    Acid Mothers Temple & The Melting Paraiso U.F.O. feat. Geoff Leigh

    “Reverse Of Rebirth Reprise” (LP + CD Nod and Smile Records)
    “Chosen Star Child’s Confession” (LP + CD Riot Season)

    I would like to talk to you about this project with some introductory nods because the history of the musicians involved is so dense and exciting that it deserves at least a trace both for those who approach them for the first time and for those looking for more details… It starts from Japan where there is a group that like few others has been exploring sound and its forms for 25 years. Following them is an almost impossible task with a discography similar to a boundless landscape that now exceeds one hundred titles but every time their music takes place in the listening, it performs a magic. Acid Mothers Temple and the Melting Paraiso U.F.O. (which stands for Underground Freak Out) bewilder and fascinate at the same time, totally dedicated to their art both in the public image and in the works (many self-produced on Acid Mothers Temple) from graphics to music often crossed by a vein of mysticism. They love to identify themselves as ‘soul collective’, cosmic neo-hippies, environmentalists, direct descendants of Japanese groups who since 1967 have turned their eyes on San Francisco and on the cultural revolution of the ‘union of love and activism’ (Human Be-In) inspired by that amalgam without limits between the fusion of cultures and the collapse of musical barriers that triggered the birth of an underground scene (with groups like Taj Mahal Travelers, Far East Family Band, Flower Travellin ‘Band and many others) masterfully narrated by Julian Cope in his ‘Japrocksampler’.

    An ever-changing collective that from its native Osaka opens up to the world as fervent travelers always expertly guided by the guitar master ‘speed guru’ Makoto Kawabata, a tireless researcher in activity since the late 70s (with the Dark Revolution Collective). Years of practice acquired mainly through an impressive series of concerts and sessions that have shaped the style and technique (sometimes reminiscent of the former Chrome Helios Creed) in which he directs an orchestra of effects with phaser, wah-wah, reverberations to flash in the guitar flow in constant dialogue with the keyboards and synthesizers by Higashi Hiroshi, together from the origins. The psychedelic space hard-rock matrix of AMT expands in speed and volume often according to developments dear to radical improvisers but is also capable of rarefying in ethno-folk territories and drone music (as well in “La Novia” or in the project Floating Flowers). Powerful sounds that continuously reinvent themselves in improvisation and communicate in their ideal dimension on live (including several tours in Italy). Expressive evidence where the titles of the songs and albums look like poems that flow with clarity even in sensational tributes to Frank Zappa, Jimi Hendrix, King Crimson, Grateful Dead, Black Sabbath, Amon Düül II, Miles Davis, Terry Riley or science fiction literature (and authors like Isaac Asimov and PK Dick).

    To all this is added a long family tree of side projects, productions (including albums by fellow countrymen Hibushibire) and direct collaborations where Acid Mothers Gong (Daevid Allen and Gilly Smith) and Acid Mothers Guru Guru (Mani Neumeier) stand out. The latest collaboration implemented is precisely this meeting between Acid Mothers Temple & The Melting Paraiso U.F.O. with Geoff Leigh, flutist, saxophonist and multi-instrumentalist, known to fans of English progressive rock for being part of the legendary Henry Cow. Born in London in 1945, his musical career is enormous, started from his parents’ passion for jazz music and from his first steps to wind instruments with Crazy Mabel in the wake of a jazz-blues-rock borrowed from the admiration for the sax evolutions of Graham Bond and Dick Heckstall-Smith in the Graham Bond Organization. Then the passion for an English jazz scene in full creative splendor and the vision of concerts by groups such as Spontaneous Music Ensemble and Brotherhood Of Breath. In 1969 the meeting in Portobello with the guitarist Gerald Frazer Fitz-Gerald (G.F. Fitzgerald) who involves him in the recordings of the magnificent experimental psych-prog album “Mouseproof” (UNI, 1971) and introduces him to the avant-garde musicians scene in London, Cambridge and Canterbury. From here on there is a crescendo of encounters and participations: John Martyn, Zakarrias, Lady June, Kevin Ayers, Robert Wyatt, Deavid Allen, Mike Oldfield (curiosity to discover his contribution in ‘I Love You So’ A side of a single BYG recorded in London in 1971 by the singer-actress Valérie Lagrange).

    He also often plays with Hatfield and the North (he will participate in the recordings of their first album) and with the experimental collective Ottawa Company where he meets all Henry Cow and their drummer Chris Cutler, his old schoolmate in the London district of Sutton. The pleasure is mutual and so Geoff Leigh becomes the fifth Henry Cow also in sharing the social and political instances of the growing plural underground counterculture movement (compelling biography: ‘Henry Cow: The World Is a Problem’ by Benjamin Piekut). The debut is already a masterpiece: “Legend” (Virgin, 1973) avant-garde of an experimental jazz rock unique in the panorama of the early 70s and the beginning of a decade of life which includes the organization of the Rock in Opposition festival (1978) and the birth of the European progressive rock movement RIO. Geoff Leigh continues along the 70s and 80s both in reiterating the presence in some later Henry Cow albums, in significant contributions for Slapp Happy and founding groups like Radar Favorites (with his wife Cathy Williams and old friend GF Fitzgerald), Red Balune, Black Sheep until his first solo “The Chemical Bank” (an EP 7 “released in 1979 on its MCCB – Mass Culture Control Bureau – label) and the 1988 album “From Here To Drums” with Frank Wuyts former Belgian keyboard player Aksak Maboul. An intense trail that flows and adheres to the post punk English and European scenario alternating free jazz, ambient and world music projects.

    Today Geoff Leigh is a splendid seventy-five year old and beautiful example of exceptional physical strength, recovering from major health problems that seemed to compromise his activity as a musician, he embarked on a path of rehabilitation that brought him back on stage at the end of the 90s with the Ex Wise Heads (by Colin Edwin , Porcupine Tree bass player) and much more including participation in the Faust reunion, in the Uli Trepte Quintett album, another meeting with musicians from the krautrock era and the recent The Artaud Beats project with ex-Henry Cow John Greaves and Chris Cutler. The collaboration between Geoff Leigh and Makoto Kawabata begins already in the early 2000s with a series of releases under their names based on long improvisations of ecstatic winds (with a prevalence of flute) and whirling guitars among which “Spatial Roots” stands out (Acid Mothers Temple, 2016 ). Although in the sound of the AMT the winds are not constant presences, they have however assumed important roles over time and with remarkable results as in the beautiful “Have You Seen The Other Side Of The Sky?” (Ace Fu – Nod and Smile, 2006) and “Acid Guru Pond” (Fire Records 2016, AMT + Guru Guru + Bardo Pond). A contribution that now offers other suggestions with Geoff Leigh for a new chapter where the flute and saxes push the space-psych-prog flow in the riverbed of an intense jazz rock experience.

    The event is manifested in a series of live sessions dominated by long improvisations recorded on 25 July 2018 at the London studios Sam and Rachel’s of Rachel Kenedy and Sam Ayers (founders of the Flowers last heirs of the jangly-pop-folk-psych sound of bands such as Talulah Gosh and Pastels). These recordings credited to Acid Mothers Temple & The Melting Paraiso U.F.O. feat. Geoff Leigh were mixed and produced by Makoto Kawabata last year and translated into 2 albums: “Reverse Of Rebirth Reprise” (Nod and Smile Records) and “Chosen Star Child’s Confession” (Riot Season). Among the novelties in the AMT collective there is also the arrival of Jyonson Tsu, second guitar (electric and acoustic) which replaces the ex-Boredoms Mitsuru Tabata and this entrance supports with excellence the gravitational push towards a more cosmic dimension. Part of the sessions reimagine some classics of the AMT repertoire, renewing timbres and colors in surprising versions. ‘Dark Star Blues’, ‘Hello Good Child’ (a special ‘Space Oddity’ in homage to David Bowie) and ‘The Beautiful Blue Ecstasy’ illuminate “Reverse of Rebirth Reprise” and are the recordings characterized by an electro-acoustic spirituality at times crossed by sidereal folk. Differently, the well-known ‘Cometary Orbital Drive’ is rewritten in the more jazz oriented groove of “Chosen Star Child’s Confession” joining the unpublished, pulsating and ultra-electric Gong-like wonders of ‘Nightmarish Heavenly Labyrinth’, ‘Diamond Eyes Are Hurt’ and ‘Infected J Also Live Beast Catastrophe’. From the same London sessions also comes ‘Lemon Ecstasy ~ Pink Lady Lemonade (Sweetheart Sucker Punch)’ just published on the self-produced cd “Pink Lady Lemonade (Double Sweet Sucker Punch)” where AMT land on the astral plane of the cosmic ballad regenerating ‘Pink Lady Lemonade’ with the winds of Geoff Leigh, perhaps the best of all versions of this song. Ultimately 2 hours of total involvement and great music in the hope that something else recorded that July 25, 2018 will be published perhaps in an edition that includes everything. For those wishing to deepen their knowledge of the multiverse Acid Mothers Temple can point to their Youtube channel where the almost complete discography has recently been uploaded.

    Enjoy the Underground Freak Out!

    Giampiero Fleba

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