HILLS (SE) interview

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HILLS

FREAK’N’ROLL FOR THE (INNER) PEACE

 

di Alessandro Priarone e Giampiero Fleba

 

E’ davvero un piacere mantenere la nostra promessa di intervistare gli Hills non solo perchè “Frid” è stato l’album del 2015 di Plenirockium o per ribadire la validità della scena underground Svedese ma per conoscere meglio la loro ricerca musicale senza confini, tra dimensioni multiculturali e atmosfere di fragore elettrico su nuove forme di psichedelica etno-cosmica, drone music, space rock, trance noise. Dopo un lungo inseguimento siamo riusciti a intavolare una conversazione via web, mettetevi comodi…

Hills – Ciao, Hills è una band di Goteborg, attualmente siamo in 5:hills2

Tore – voce , organo
Pelle – voce, chitarra
Bob – basso
Kalle – voce, chitarra
Hanna – voce, batteria

Ci sono stati cambi di formazione costanti nel tempo, lo facevamo deliberatamente invitando amici a suonare insieme anche dal vivo. Un modo per fare musica e improvvisare più vivace e divertente.

Com’è la scena musicale di Goteborg, c’è fermento?

Hills – Sfortunatamente non siamo molto aggiornati. Ci sono parecchi gruppi qui anche tra i migliori che conosciamo come: Yuri Gagarin (attenti al loro nuovo LP su Kommun 2), Strändernas Svall, Uran, Ill Wicker. Ci sono anche i Kif il cui singolo farà furore quando esce. E probabilmente tanti altri gruppi che non conosco.

Seguiamo con interesse la scena svedese a partire dai 60s, una terra fertile densa di alchimie rock originali ed espressioni underground come Baby Grandmothers / Mecki Mark Men o Pärson Sound / Harvester / Träd, Gräs & Stenar, Samla Mammas Manna, poi la neopsychedelia degli anni 80, lo space rock anni 90 ed oggi una scena di assoluto rilievo nel panorama planetario. A chi vi ispirate maggiormente?

Hills – Ci ispiriamo ai primi gruppi psichedelici svedesi come Träd, Gräs & Stenar, Harvester, Arbete & Fritid. Ci piacciono anche gruppi più recenti come i Dungen di Gustav Ejstes che è anche un brillante produttore, il loro suono è sempre meraviglioso. Poi The Myrrors e Silvester Anfang II.

hills1stokNel 2009 esce il vostro primo album “Hills” su vinile per Intergalactic Tactic Records e CD per Sulartron. La copertina è favolosa, ci raccontate il suo percorso creativo?

Hills – Avevamo provato e suonato dal vivo per un po’ di tempo e c’erano queste strutture di canzoni sparse che sentivamo di dovere registrare. L’album fu fatto abbastanza spontaneamente in uno studio professionale nel giro di un paio di giorni. Sapevamo di volere un suono brillante ma non significava necessariamente che sapevamo come ottenerlo. Così ci furono delle discussioni tra di noi e l’ingegnere del suono ma siamo convinti che ancora sia un album fantastico. Sta per essere ristampato e rimasterizzato da Cardinal Fuzz con alcune canzoni extra ora in fase di missaggio! L’artwork per la copertina è stato fatto dal nostro amico Marus Ivarsson, siamo d’accordo è bellissima. Intergalactic Tactics era la nostra etichetta, volevamo uscire su vinile e in quel periodo non c’era molta richiesta per la psichedelia sperimentale così decidemmo di autoprodurci. Ora abbiamo il nostro studio, “Frid” è stato registrato lì.

Fin dal primo album i suoni vengono percepiti come una vostra ricerca personale nel contesto della musica psichedelica ed anche nei confronti di interessanti sonorità space rock. Cosa vi ha portato a sviluppare questa ricerca?

Hills – Non sappiamo cosa ci guida nell’esplorazione del suono. Penso che dopo un po’ di tempo sia sempre difficile raccontare qualcosa che hai fatto musicalmente. E ‘come avere sempre un’idea di una canzone o un riff o qualcosa del genere, e poi la realizzi e quando è tutto fatto è qualcosa di diverso rispetto all’originale, in qualche modo un compromesso. La musica vive di vita propria. In generale la musica che abbiamo ascoltato in quel momento è stata di grande influenza. Parecchia roba motorik e hills_master1altri gruppi tedeschi come Gila e Ash Ra Tempel. A quel tempo non molti gruppi facevano cose simili in Svezia.

La vostra musica si avvicina spesso a una dimensione etnica e culturale come aggancio alle origini ma anche come tendenza al futuro nell’esprimere una musica di ricerca e contaminazione. Quanta Svezia c’è in tutto questo, come la tradizione mistica e folk della vostra terra si combina con la vostra voglia di sperimentare nuovi suoni?

Hills – Non pensiamo troppo a queste cose. Questa è solo la musica che esce attraverso di noi. A tutti noi piace molto la musica popolare svedese e probabilmente si manifesta in qualche modo. Oggi qualcuno di noi ha deciso che dovrà imparare a suonare il violino che è uno strumento essenziale nella musica popolare svedese. Abbiamo alcuni amici che sono musicisti folk e ci hanno sbalordito. Allo stesso tempo e allo stesso modo ci piace la psichedelia turca o i raga indiani o il dub anni ’70 Giamaicano. Se è fatta con il cuore e ha le giuste imperfezioni ci interessa. E se si ascolta con attenzione è probabile che tutte le nostre influenze si manifestano.

hills_master2Nel 2011 esce “Master Sleeps” prima su vinile per Intergalactic Tactics poi su CD per Tsansbustans entrambi rapidamente sold out e quindi ristampato nel 2013 con copertina diversa da Rocket Recordings

Hills – Abbiamo pensato che sarebbe stato bello avere un’altra copertina per la ristampa dato che comunque era su una nuova etichetta.

“Master Sleeps” è un altro disco bellissimo, in equilibrio tra dinamismo elettrico e atmosfere cosmiche, usate molta elettronica?

Hills – Grazie. Usiamo tutti i dispositivi elettronici di cui riusciamo ad entrare in possesso! In quel particolare album non mi ricordo esattamente, ma un mucchio di vecchi amplificatori polverosi, chitarre, effetti e così via.

Le venature etniche del vostro suono spingono “Master Sleeps” ancora di più verso oriente con un grande lavoro chitarristico che a tratti pare ispirato ai toni cristallini delle corde hills6mediorientali (come saz e baglama) fino alle risonanze raga degli strumenti indiani. E’ interessante anche l’apporto ritmico e l’uso di strumenti a fiato dove spicca un flauto. Ci raccontate di questa evoluzione?

Hills – Credo che le vostre domande sono molto ben poste, sembrano aver analizzato Hills molto di più di quanto faremo mai! Questa è la cosa bella della musica, una volta che è realizzata o eseguita, appartiene a tutti. E così tutti sentono la propria versione di tutto. Detto questo penso che sia una naturale evoluzione tra il primo e il secondo album dove il suono è cambiato perché abbiamo avuto una visione più chiara forse, almeno nell’impatto immediato.

Tra le due edizioni di “Master Sleeps” vi autoproducete un disco live uscito prima su cassetta nel 2012 e poi su vinile pubblicato da Cardinal Fuzz, le due edizioni hanno solo ‘Kristallen Den Fina’ in comune, come mai questa scelta?

hillsliveHills – Avevamo un’altra canzone che pensavamo fosse migliore. E così le due versioni su vinile e su cassetta sarebbero state uniche.

A proposito, la copertina originale della cassetta è l’allegoria di un teschio la cui simbologia è collegata alla morte che è anche un nome ricorrente nei titoli delle vostre canzoni. Un concetto aperto a un galassia di significati lungo la storia delle culture e spesso connesso al cambiamento. In che modo ricorre nella vostra musica e nelle vostre canzoni?

Hills – Per quanto riguarda la copertina non avendola disegnata non saprei dirti circa il pensiero dell’autore ma è molto bella. Si, penso che il concetto di morte sia intrigante ed è anche una grossa partehills_tape2 dell’esistenza, giusto? Una non può esistere senza l’altra. Non si può negare la morte lo sappiamo tutti. Inoltre in molti modi vediamo ancora la morte come qualcosa di negativo e molto pesante. Spesso evitiamo di parlarne quando invece sarebbe normale farlo. Ne abbiamo paura ed allo stesso tempo è una parte integrante dell’esistenza. Nei dualismi della tradizione occidentale è tutto opposto giusto? Tu sei morto o vivo. Paradiso o inferno. Felice o triste. Buono o cattivo. Ciò che per quanto ci riguarda confonde parecchio. E’ tutto davvero così separato? Corpo / mente? Non è la nostra esperienza almeno. Non crediamo si debba esistere come organismi per non sperimentare niente, il tempo lo potrà dire, immaginiamo. La morte è simbolizzata nella nostra musica attraverso di noi essendo vivi e suonandola! Non essendo morti e non suonandola.

Siamo arrivati al vostro ultimo album “Frid” che si consolida su Rocket Recordings, per fridnoi un capolavoro a partire dal titolo molto evocativo nel trasmettere un concetto di pace interiore in armonia con la natura. E corretta la nostra interpretazione? Ci raccontate da quali idee è nato questo disco?

Hills – Si certamente, una pace interiore e pace in generale. La pace è armonia. Oltre ad essere ispirati dalla musica che ascoltiamo e dal vivere quotidiano, la grande ispirazione è stata di provare a trasmettere ciò che siamo quando suoniamo insieme perché amiamo suonare insieme ed in qualche modo attraverso la musica condividere questa sensazione.

Uno dei picchi creativi di “Frid” è ‘Milarepa’ come siete arrivati a scrivere una canzone dedicata a questo mistico Tibetano anche raccontato nel cinema da vari registi tra cui la nostra Liliana Cavani?

Hills – Grazie, non ho visto il film è bello?poster

Si, è un film del 1974 diretto da una grande regista cult Italiana oggi ottantenne con una carriera animata da uno sguardo libero e trasgressivo…

Hills – Milarepa era un mistico ed anche un grande santo. Ha anche scritto bellissimi testi e canzoni perché la tradizione Nyingma nel suo insieme è semplicemente meravigliosa. E quando la canzone fu completata pensammo che questo nome le aderiva perfettamente.

In ‘Frid’ ci affascinano le tracce di romanticismo, la ripetitività armonica nell’ispirare stati di contemplazione, ma anche l’alto livello di libertà espressiva rappresentato da lunghi brani (una caratteristica costante nella vostra discografia) che sembrano sviluppare da pratiche di improvvisazione. Quanta improvvisazione c’è nella vostra musica? Miles Davis ha detto che “improvvisazione è andare oltre ciò che si conosce”…

Hills – Grazie ancora. Si c’è parecchia improvvisazione. Tutto nasce dall’improvvisazione. Anche se le canzoni sono costruite su una serie di variazioni intorno a un tema iniziale, noi cerchiamo di farle evolvere a modo loro. Le canzoni dal vivo hanno un suono differente. Quando lavoriamo in studio sovraincidiamo qualche volta, ma questo non è molto diverso dell’improvvisare dal vivo. E’ la stessa cosa fatta differentemente. E penso che Miles Davis dica bene nella tua citazione.

hills_daemonenAlla fine del 2015 avete realizzato un altro album live intitolato ‘Live At Daemonens Port’ (2xLP, Kommun 2 , Svensk Psych Aften). Non avendo avuto la fortuna di vedere un vostro concerto e ascoltando i vostri live in confronto agli album in studio, ci impressiona come le due dimensioni si percepiscano molto immediate anche nel rendere la vostra musica sempre ad impatto live. Suonate spesso dal vivo?

Hills – E’ stata una serata fantastica. L’album è stato registrato da Scott ‘Dr. Space’ (Öresund Space Collective) con un’apparecchiatura semplice che ha creato nell’insieme un suono primitivo, a tratti un po’ grezzo forse. A volte la voce si sente poco ma è un documento fantastico. Non suoniamo molto dal vivo per varie ragioni come il fatto che la maggior parte di noi ha figli e famiglie per cui non si vuole stare troppo tempo lontano da casa. Un’altra ragione è che vogliamo mantenere l’esperienza live degli Hills interessante sia per noi che per il pubblico ed essere in grado di scegliere e suonare dove e quando percepiamo che sia il momento e la circostanza giusta per farlo. Abbiamo già suonato in Italia (Sardegna – DunaJam, 2010) ed è stato un grande concerto.

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DISCOGRAFIARoadburn-2013-hills

“Hills” (LP, Intergalactic Tactis) 2009
(MC, Hairy Beast) 2010
(CD, Sulartron) 2010
“Master Sleeps” (LP, Intergalactic Tactis) 2011
(CD, Transubstans Records) 2011
(LP con copertina diversa, Rocket Recordings) 2013
“Hills Live” (MC, Hills) 2012
(LP con ‘Frigorande Musik’ al posto di ‘Improvisation Till Joakim S’, Cardinal Fuzz) 2013
V.A. “Psych For Sore Eyes 2” (2×7″ con l’inedita ‘Montelius Väg’, Sonic Cathedral) 2014
“Frid” (LP & CD Rocket Recordings) 2015
“Live At Daemonens Port” (2xLP, Kommun 2 & Svensk Psych Aften) 2015

2 Responses to “HILLS (SE) interview”

  1. plenirockium says:

    English translation on request, thanks!

    HILLS
    FREAK’N’ROLL FOR THE (INNER) PEACE

    It ‘s really a pleasure keep up our promise to interview Hills not only because “Frid” was the album of 2015 of Plenirockium or to reaffirm the validity of the Swedish underground scene but to learn more about their borderless musical research between multicultural dimensions and atmospheres of electric clangor on new forms of ethno-cosmic psychedelia, drone music, space rock, trance noise. After a long chase we were able to open a conversation via web, make yourself comfortable …

    Hills – Hey Hills is a band from Gothenburg. We are 5 members at this point.

    Tore- Vox, organ
    Pelle- Vox, guitar
    Bob- Bass
    Kalle- Vox,guitar
    Hanna – Vox, Drums

    And there has been constant changes of the line-up through the years. We have also deliberately made a point of this. Inviting friends to join in when we play live etc.
    It keeps jamming and improvising a lot more playful and fun!

    (P) How is the underground scene of Göteborg, is there musical ferment? Is it an interactive dimension?

    Hills – I could not tell you since I am not very up to date unfortunately. There are a lot of bands here I and a few good ones that I know like: Yuri Gagarin ( Watch out for their coming LP on Kommun 2 ), Strändernas Svall, Uran, Ill Wicker. Also the band Kif who´s 7 inch is going to kill when it comes out!! And probably a ton of other bands that I don´t know of

    (P) We love music from Sweden since the 60s, a fertile land full of original rock alchemies and underground expressions, thinking of Baby Grandmothers / Mecki Mark Men or Pärson Sound / Harvester / Träd, Gräs & Stenar or Samla Mammas Manna, then 80s garage and neopsychedelia, the space rock in the 90s and now a scene of great relevance in the planetarian landscaspe. How all this affects on your music and also, have you an idea of the reasons and origins of this Swedish crativity?

    Hills – We are influenced by the early Swedish psych bands like TGS, Harvester, Arbete & Fritid and all that.I also like newer bands like Dungen, he is a brilliant producer and they always sound amazing. The Myrrors, Silvester Anfang II.

    (P) How did you come to the selftitled debut in 2009, a vinyl edition on Intergalactic Tactics Records? Is it your own label? Could you tell us about this album and its fantastic artwork (then issued also on CD by Sulartron with the addition of two songs)? Do you have your own studio?

    Hills – Well we had been rehearsing and playing live for a bit and had some loose song structures we felt we wanted to record. The album was made quite spontaneously in a professional studio in a couple of days. We knew what we wanted sound wise but not necessarily the means of how to get that sound. So there was a bit of discussion between the band and the recording engineer at times.. I still feel it is a cool record. And it´s getting re-released by Cardinal Fuzz with some extra stuff, re-mastered! So everyone who wants to can get hold of it soon. we are in the process of mixing some bonus material for that release right now. Intergalactic Tactics was our own label. We just wanted the stuff out on vinyl and there was not a big market for experimental psych at the time so we decided to release it ourselves. The cover artwork was made by our friend Marus Ivarsson. And I agree I think it´s beautiful! And now we have our own studio. Frid was recorded there.

    (P) Right from the first album your sounds are perceived like a personal research in the context of psychedelic music, even towards interesting space rock sonorities. What has led you to develop this research? Cultural movements, expressive potentialities, aesthetic interests? What is your idea of psychedelia?

    Hills – I don´t know what led us up the exploration of sound. I think it is always hard to recount something you have done musically after a while. I can´t even remember what I was thinking about 2 minutes ago.. It´s like you always have an idea about a song or a riff or something and then you get going and when it´s done it´s something different than the original outset, a compromise in a way. Music lives it´s own life. Generally I guess it´s the music we listened to at the time that was a big influence. A lot of motorik stuff, other german bands like Gila and Ash ra Tempel. Not so many bands were doing that kind of thing in Sweden at the time.

    (P) Your music is often approaching to an ethnic and cultural dimension as a link to the origins but even as to a future trend in expressing music developed by experimentation and contamination, is it also a desire in searching new sounds? How about this multi-cultural interests, parhaps the result of travels? And how much Sweden, the mystical and folk tradition of your land, is there in all this?

    Hills – We don´t think to hard about these things. This is just the music that comes out through us. I like Swedish folk music very much, we all do and it probably shows in our music in some way. I actually decided today that I will have to learn to play the violin at some point. Which is kind of the essential instrument in Swedish folk music. I have some friends who are folk musicians and they blow me away. At The same time and the same way I enjoy turkish psych or Indian Ragas or 70´s dub from Jamaica. If it´s done with the heart and has the right rough edges it all appeals to me. And all of our influences probably show if you listen carefully 🙂

    (P) 2011 is the year of your second album ‘Master Sleeps’, first on vinyl for Intergalactic Tactics then on CD for Transbustans both quickly sold out and then re-released in 2013 with different cover from Rocket Recordings. How it came your relationship with these labels and why you decided to reissue the vinyl with different sleeve?

    Hills – We thought it would be cool to have another sleeve for the re-release since it was on a new label anyway.

    (P) ‘Master Sleeps’ is another beautiful album, balancing electric dynamism (with great guitar sounds) and cosmic atmospheres. What electronic devices do you play? Who is the Master and why he Sleeps?

    Hills – Thank you. Well we will use any electronic devices we can get hold of haha. On that particular album I don´t exactly remember but a heap of old dusty amps, guitars, effects and so on. I can´t tell you about the master, sorry.. 😉

    (P) ‘Master Sleeps’ is even more pushed towards the East with the guitar that at times seems inspired by the crystalline tones of the strings in the Middle East (saz or baglama) to the raga resonances of Indian instruments. Also interesting is the rhythmic development and the use of wind instruments. It’s anyway very attractive this proceeding amongst acoustic, electric and electronic sounds, is it a way to go beyond stylistic and temporal boundaries?

    Hills – I think your questions are really well thought through. And I wish I could do them justice in my answers. It seems you have analyzed Hills a lot more than we ever will 🙂 That´s the cool thing about music, once it´s released or performed it belongs to everyone. And so everyone hears their own version of it all.. That said I think it´s natural that we evolved between the first and second record. And that the sound changed. We had a clearer vision maybe, at least sound wise.

    (P) Between the two editions of ‘Master Sleeps’, you self-produced a live album that first came out on cassette in 2012 and then released on vinyl by Cardinal Fuzz, we never heard the cassette but the two versions have only ‘Kristallen Den Fina’ in common, why this choice?

    Hills – We had a another song ( Frigörande Musik ) we thought was better. And then both the vinyl and cassette would be unique. Ah so you have not heard Frigörande Musik? I think that is a really cool track!

    (P) By the way, the original cover of the cassette is a drawing of a skull whose symbolism is linked to the death which is also a recurring name in the titles of your songs. A concept open to a galaxy of meanings throughout the history of cultures and often connected to change. How death is symbolized in your music and in your songs?

    Hills – Well to answer the first part of your your question. I did not draw the cover so I cannot tell you what the artist thought. I think it looks great. And the second part.
    Yeah I think that the concept of death is intriguing and it´s also a BIG part of living right? One can not exist without the other 🙂 You can´t cheat death and we all know this. Still, in many ways, we still view death as something negative and very loaded. And we often avoid talking about it which of course would normalize it. We are afraid of it and at the same time it is such a natural part of being human. In the dualist western tradition it´s all opposites right? You are either dead or alive. Heaven or hell. Happy or sad. Good or bad. Which at least to me gets very confusing. Is everything really so separated? Body/ mind? It´s not my experience at least. I don´t know if I have to exist as a body to experience anything, time will tell I guess haha 🙂 So to wrap this question up I would say that death is symbolized in our music through us being alive and playing it 🙂 Not being dead and not playing it.

    (P) Here we are at your last album ” Frid ” that is consolidated on Rocket Recordings. For Plenirockium a masterpiece, from the very evocative title in conveying a concept of inner peace in harmony with nature. Is our interpretation correct? Could you tell us about the ideas that conceived this album and the artwork that illustrates it?

    Hills – Yes certainly inner peace. And peace in general. Peace is cool.Well we made the songs. And a couple of songs did not make the album because these were the ones that sounded best together. For me besides being inspired by the music I listen to. And everyday life. The big inspiration was to try and transmit the way we sound when we just play together because we love playing together. And in some way maybe through the music on the record share that feeling, in a sense at least you know?

    (P) One of the creative peaks of Frid is ‘Milarepa’, what inspired you to write a song about this Tibetan mystic also portrayed by various film directors including our fellow countrywoman Liliana Cavani?

    Hills – Thank you. I have not seen the film is it good?

    (P) Yes, it is a 1974 film directed by a great Italian cult director today 83 years old with a career guided by a free and unconventional view…

    Hills – Because he was as you aptly describe a tibetan mystic and also a great saint. He also wrote beautiful songs/ lyrics and because the Nyingma tradition as a whole is simply beautiful. And when the song was done we thought his name fitted perfectly.

    (P) In ‘Frid’ captivate us also the traces of romanticism, the harmonic repetitiveness in inspiring states of contemplation but also the high level of expressive freedom represented by long songs (a regular feature in your discography) that seem to develop by practices of improvisation. How much improvisation is there in your music? Miles Davis said that “Improvisation is go beyond what you know” …

    Hills – Thank you again. Yes there is a lot of improvisation. It all comes from improvisation. Even if songs build on a riff to begin with we try and let them evolve in their own way. Live songs will sound different. When we work in the studio we add overdubs at times, but this is really not very different from improvising live. It´s the same thing done differently. I think Miles said it well in your quote 🙂

    (P) At the end of 2015 you released another live album ‘Live At Daemonens Port’ (2xLP, Kommun 2 , Svensk Psych Aften). Not having had lucky enough to see you in concert and listening to your live albums compared to studio albums, it impresses us as the two dimensions (studio / live) are perceived very spontaneous especially in making your music always at ‘live impact’. Do you often play live and are you planning to come in Italy?

    Hills – That was a beautiful evening. The record was recorded with a simple device by Scott ” DR. Space “( Öresund Space Collective ) which gives the whole thing a primitive sound, sometimes a bit harsh maybe. It´s hard to hear the vocals at times but it´s a cool document.
    No we don´t play live a lot. Which has many reasons. One being that most of us have kids and families we don´t want to spend a lot of time away from home. Another being that we want to keep the live Hills experience interesting both for our selves and the audience and to be able to choose and play where and when we feel the time and circumstance is right. We have played Italy actually ( Sardinia ). That was a great one!

    Thank you for this interview!

  2. Neil Ball says:

    Thank you for the lovely interview and the English translation. 🙂

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