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101 Singles x 101 Bands (Pt. 4 – 40/101)

“101 SINGLES x 101 BANDS” 

Suoni Rock del Nuovo Millennio

I Primi Dieci Anni:  2000/2009 – (Pt. 4 – 40/101)

 

di  BEPPE BADINO

 

 BLACK MADONNAS

“White Sands / Garage Rocks”
(7”, Monocle 78 Recordings  2002)

BLACK MADONNAS White Sands Garage RockLondra, con Liverpool, appare chiaramente la metropoli più reattiva per accogliere le rivoluzionarie frange ‘new wave’ dell’ultima scena rock britannica. I Libertines hanno aperto le porte dell’underground musicale e una fragorosa brigata di nuove bands – le rivelazioni (im)possibili dell’anno 2002 – fremono per conquistare la superficie.

L’energia supersonica manifestata dai Black Madonnas, quartetto formato dai cantanti/chitarristi Leo Whetter e Fancy Smith con i manovratori della sezione ritmica Tobias Butler e Iron Davor, espande la sua primaria forza verso le vette della psichedelia deviante con un duplice attacco parallelo, la radioattiva “White Sands” e l’inno garage “Garage Rocks”, vibranti canzoni aggrovigliate su piramididi di chitarre acide e scroscianti figlie di ‘experience’ alternative come Pink Fairies o i primi UFO di Mick Bolton (specie “White Sands”) che colpiscono il bersaglio con incredibile efficienza autoctona.

Il testo della magnifica “Garage Rocks” è declamato con rapida veemenza in stile ‘sexpistols’: <<Garage Rock, Garage Roll, Garage Music’s Gonna Free Your Soul…! >>.

 

THE VAULTS

“I’m Going / Part Of You”
(10”, The Red Flag Recording Co. 2003)

VAULTS I'm Going Part Of YouPiù volte supportati dal mitico John Peel nel suo indimenticabile radioshow (c’è una ‘Peel Session’ mai pubblicata su disco…), i Vaults – formati nel 2001, originari di Suffolk – fanno parte della “new wave ‘00” inglese, genere heavy-garage rock.

Il loro debutto è affidato alle torrenziali “I’m Going” e “Part Of You”, due eccezionali canzoni spalmate su un ‘diecipollici’ bianconero uscito in edizione limitata con distribuzione semiautogestita.

Energia rock, riff duri e taglienti, assetto poker ‘voce-basso-chitarra-batteria’, il gruppo possiede motori metallici sobillati da chitarre spericolate che trasmettono sequenze ultraelettriche in sintonia tendenziale con i tumulti provocati da ‘bands amiche’ come Beatings, 22-20s, Black Madonnas e altre temibili pattuglie in avanscoperta.

I Vaults  hanno sangue hard & heavy nelle vene e cromosomi che VAULTS foto gruppo 1discendono dalle stagioni punk. Una miscela esplosiva!

Disco ‘stracult’ da collezione. [Idem per i due EP successivi, “Friday Night Monday Morning” e “No Sleep No Need”.]

Personnel: Beaz Harper (vocals), James Buckingham aka Jimmy Vandel (chitarra), Richard ‘Richie’ Clark (basso), Mark Edwards (batteria).

 

THE EIGHTIES MATCHBOX B-LINE DISASTER

“Celebrate Your Mother / Torrential Abuse”
(7”, No Death 2002)

EIGHTIES MATCHBOX B-LINE DISASTER Celebrate Your Mother front<<Noi suoniamo musica rock psicotica e le nostre canzoni parlano di paranoie, paure e delusioni…>>.

Le armonie più frenetiche tradotte dai sotterranei di Brighton!

Gli Eighties Matchbox B-Line Disaster amano le architetture post-heavy/post-punk e flirtano con l’energia ‘raw garage’ (memorie di Damned, Cramps e MC5…) e le destrutturazioni neurotiche scuola Pop Group attraverso una formula originale, diretta e selvaggia, ricca di vibrazioni spigolose, trame siderurgiche e contrastate soluzioni melodiche.

I suoni e i temi di “Celebrate Your Mother” e “Torrential Abuse”, il loro secondo singolo, marciano in simbiosi con tali succitate peculiarità, accresciuti immaginosamente dall’audace iconografia ‘live’ del gruppo: EIGHTIES MATCHBOX B-LINE DISASTER foto gruppol’irruenza scenica del cantante, le lunghe criniere contrapposte alle frange e al taglio mohicano, le luci stroboscopiche talora montate sulla testa (?!?)

Gli EMBLD sono formati da Guy McKnight  (voce), Andy Huxley (chitarra), Marc Norris (chitarra), Sym Gharial (basso) e Tom Diamantopoulo (batteria).

 

THE STANDS

“When This River Rolls Over You / She Speaks Of These Things”
(7”,  Echo 2003)

Un disco bellissimo, l’ennesima ‘promessa’ dall’incredibile fucina di Liverpool.

Genealogia nel corso di ‘The La’s – Cast – The Stairs – Walking Seeds – The Present – The Coral’, nati in parte dalle ceneri dei Big Kids (band formata con Edgar ‘Summertyme’ Jones, già leader degli STANDS When This River Rolls Over You okStairs), supportati con lodi da Noel Gallagher degli Oasis, gli Stands debuttano con il due-tracce “When This River Rolls Over You / She Speaks Of These Things” su Echo Records, abbaglianti perle lisergiche che trasportano la mente nella variopinta seconda metà degli anni 60.

“When This River Rolls Over You”, l’allucinogenico titolo maestro, mescola psichedelia e velluti pop, Bob Dylan e Byrds, “Eight Miles High” e melodie per Hippyland, con rara perizia modernista.

Sull’altra faccia del cerchio l’esclusiva, ‘jangly’ e ultra acida “She Speaks Of These Things”  sogna viaggi in West Coast a bordo di macchine formato chitarra Rickenbecker…

Fortemente retrospettivi, meravigliosamente attuali.

Gli Stands sono formati da Howie Payne (voce), Luke Thomson (chitarra), Dean Ravera (basso) e Steve Pilgrim (batteria).

 

METRO RIOTS

“And So… The Tyrants Were Loose” EP
(CDS, Genepool 2004)

Prima stazione discografica zeppa di espressioni sonore al vetriolo per i Metro Riots, originariamente conosciuti col nome ‘The Base’, METRO RIOTS The Tyrants Were Loose 2004favoloso quartetto londinese guidato all’assalto delle istituzioni conservatrici dal cantante Damo Holmes e dal chitarrista Danny Fury (+ Sam Ray basso e Oliver Parker batteria), individui risolutamente ‘alternativi’ ispirati dalle gesta di Sex Pistols, Blue Cheer e Jimi Hendrix Experience.

La granitica “R.I.P Mother” sembra un estratto attualizzato dell’album ‘heavy’ per antonomasia “Vincebus Eruptum”, i profondi intagli metallici di “Lured Into Roulette” squassano l’atmosfera come la tempesta di ghiaccio ardente battezzata “Foxey Lady”, gli artigli sinuosi di “Thee Small Faces” adescano armonie garage sazie di ferrose amfetamine ‘acid punk’.

Con una copertina in stile art-brut firmata dalla giovane Sophie Thunder, “And So… The Tyrants Were Loose EP” emerge in maniera inconfutabile tra i primissimi posti dei migliori singoli usciti nel 2004.

Stupore, serendipità!

 

SNOW WHITE

“Bored, Somewhat Detached / It’s Not Art It’s Paedophile Porn”
(7″, Click Click Bang! 2004)

Altra super rivelazione dai bassifondi di Londra.

Nome da favola, Snow White / Biancaneve, musica da brivido!

SNOW WHITE Bored Somewhat DetachedIl primo 45 giri del quartetto spronato dall’enigmatico cantante Olly Parker suona affilato e tagliente come la lama di un pugnale appena arrotato.

Fuochi metallici, accordi neurotici, i solchi di “Bored, Somewhat Detached” e “It’s Not Art It’s Paedophile Porn” (quest’ultimo titolo è tratto da un servizio giornalistico del quotidiano inglese The Sun) racchiudono i semi di un nuovo punk rock, crudo e abrasivo, scalfito da memorie di chitarre demolite sul palco ‘alla Who live’ e riflessi proto-grunge via primevi Mudhoney di “Superfuzz Bigmuff” e U-Men aggressivi di “Step On A Bug”.

<< I’m bored and somewhat detached / I’ve got good hair and I smoke lots of crack…>>

Sconsigliato a benpensanti e bacchettoni, sette nani inclusi!

Gli Snow White, formati all’inizio del 2004, allineano Olly Parker (vocals), Ewan Russell (chitarra), Adam Barr (basso) e Ryan Barkataki (batteria).

 

MAINLINE

“Black Honey / Once More”MAINLINE Black Honey copertina 45 giri
(7″, Loog 2005)

Sestetto di Dublino formato nel 2002 dai fratelli Paxton (Neil voce e chitarra, Daniel batteria, Conor basso), un look ’67 alla ‘laboratorio Factory’ di Andy Warhol, bandiera irlandese nel South By Southwest megafestival di Austin (Texas) 2005, pure voluti in tour come ‘band supporto’ da espressi sostenitori quali Bobby Gillespie dei Primal Scream e Martin Trimble dei 22-20s, i Mainline debuttano nella piazza discografica con un rivelativo settepollici via Loog Records, ‘limited edition’, divenuto immediata preda di fans e di A&R esperti in materie rock sotterranee.

MAINLINE foto gruppo“Black Honey” e “Once More” si muovono autonomamente su terreni ‘shoegaze’, fra variopinti germogli garage/psych, trascinate da ipnotiche spirali chitarristiche che discendono dalle invenzioni ‘feedback’ riverberate e dalle caramelle muriatiche marca Psychocandy.

Desiderabile oggetto ‘cult’ per i seguaci di Ride, Spacemen 3, Jesus & Mary Chain…

 

GONGA

“From Under The Trees” EP
(CDS, Invada 2004)

All’apice della nuova disciplina (heavy)psichedelica britannica, i Gonga – malfamato quartetto di GONGA From Under The Trees EP 2004Bristol già conosciuto attraverso le salubri
iniezioni muriatiche del 45 giri ”Strato-Fortress” e dell’album eponimo – pubblicano un tre siluri EP (con allegato DVD) assolutamente stupefacente.

Fiumi di lava metallica accolgono i corpi delle estese/estenuanti/estasianti nuove ballate “From Under The Trees”, “Untitled No 4” e “Mosquitoes”, 25 minuti e 38 secondi di rock corrosivo sprigionato dai granitici rifferama della chitarra megalisergica, zeppa di memorie Black Sabbath, suonata dal geniale George Elgie, da una coppia ritmica torrenziale (William Smalley basso e Thomas Elgie batteria) e dalla voce sempre più fortificata di Joseph Volk.

Alta tensione elettrosiderurgica in pericoloso aumento…

 

THE VIOLETS

“Mirror Mirror EP”
(7″, Angular 2005)

I nuovi Siouxsie & The Banshees/Delta 5/Prag Vec fuoriusciti dalle rumorose segrete della ‘New Cross scene’ e del Rhythm Factory club, giovane tempio ‘new wave’?

VIOLETS Mirror Mirror EP“Mirror Mirror” EP è l’oggetto che segna ufficialmente l’inizio della parabola artistica dei Violets, trio londinese diretto dalla cantante Alexis McLeod aka Alexis Mary con il chitarrista Joe Daniels e il batterista Andrew Moran.

Un attacco vorticoso accoglie la ‘title track’ fra ruvide flessuosità pregne di elettricità graffiante e ritmi che divampano su superfici roventi. La mirabile “Hiero”, saporito ‘cono’ saturo di sostanze dark-punk metalliche, appare come un colorato drappello di armonie in fuga da “The Scream” (il primo album dei Banshees, ndr), con la bionda frontwoman che canta in maniera sublime eguagliando la Siouxsie Sioux di “Jigsaw Feeling”.

In fine “Hard Hammer”, l’ultima frazione, taglia il traguardo sotto una pioggia acre e penetrante con una chitarra più affilata di una lama di Toledo.

Esordio pluristellato! Supersettepollici.

 

THE SUBWAYS

“Oh Yeah / I Am Young”
(7″, Infectious 2005)

Con due nuove ’45 rivoluzioni al minuto’, ovvero il séguito del primo cerchio vinilico “1am EP” uscito nell’autunno 2004 su Transgressive SUBWAYS Oh YeahRecords, tornano nell’aria le estasianti seduzioni soniche dei Subways, trio inglese generato dal cantante/chitarrista Billy Lunn con l’ausilio di Mary-Charlotte Cooper, voce/basso, e Josh Morgan, batteria.

“Oh Yeah”, immaginifico inno garage rock incendiato da tensioni strumentali e battaglie vocali, e l’audace  ballata introspettiva “I Am Young”, effigiano profondi tatuaggi di arte punk sulla pelle delle proprie suadenti melodie. Le chitarre e i ritmi trascinano in un dedalo di geometrie incostanti mentre i distinti accenti maschili/femminili confidano emotive relazioni giovanili: << I will live, then I will die / I will keep you on my mind / It’s your eyes that make me smile, oh yeah oh yeah / Wasting time, hanging out, oh yeah oh yeah / These teenage years, well they don’t last, oh yeah oh yeah >> (da “Oh Yeah”).

Meraviglia!