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101 Singles x 101 Bands (Pt. 3 – 30/101)

“101 SINGLES x 101 BANDS” 

Suoni Rock del Nuovo Millennio

I Primi Dieci Anni:  2000/2009 – (Pt. 3 – 30/101)

 

di  BEPPE BADINO

 

THE BEATINGS

“Bad Feeling / What You Say”
(7”, Fantastic Plastic 2002)

Lo stile musicale dei Beatings progredisce sulle strade metalliche e taglienti del giovane rock inglese, prime impronte 2000.

Nick Pankhurst (‘vocals’ frontale e chitarra) e i suoi tre validi compagni [Matt Dawson chitarra, Dino BEATINGS Bad FeelingGollnick basso e Todd Parmenter batteria] appartengono alla scena londinese, entità magmatica in perenne subbuglio eccitata in primis da bands come Libertines, Black Madonnas, Razorlight, i Left Hand di Alan Wass…

“Bad Feeling” e “What You Say”, le spericolate trame del loro secondo singolo (séguito dell’EP ”Jailhouse”), siglano probabilmente l’incontro più ardente del 2002 per gli estimatori del suono psicotico e selvaggio.

I quattro sanno coniugare protopunk seminale e psichedelia, ruvidi cocktail alla Stooges e garage rock vivificante. La voce risuona con agilità abrasiva, le chitarre deragliano fra giungle di distorsori e iniezioni di liquido feedback, i ritmi/detonatori fanno brillare le cariche percussive.

Fatidiche incandescenze!

P.S. Disco prodotto da Kevin Shields dei My Bloody Valentine.

 

THE ORDINARY BOYS

“Maybe Someday / In Awe Of The Awful”
(7”, B-Unique 2003)

Debutto al fulmicotone per gli Ordinary Boys, quartetto originario di Worthing, area Brighton, territori marittimi del Sud Inghilterra ORDINARY BOYS Maybe Someday frontparticolarmente amati dagli appassionati di letteratura mod e dai Who-fans di “Quadrophenia”.

I titoli del loro primo tondo sonorizzato e pubblicato dalla B-Unique, “Maybe Someday”, canzone pulsante e quadridimensionale, rapida come “In The City” dei megagalattici Jam, e “In Awe Of The Awful”, ballata pop-mod, pencolante fra memorie Kinks e primi Blur, prodiga di elettricità collettiva, colpiscono l’immaginazione al primo incontro auricolare.

Le chitarre irradiano intense melodie, i ritmi e i cori sferzano e trascinano, le voci raccontano storie esistenziali giovanili…

Inevitabilmente ‘Extraordinary Boys’!

Personale: Samuel Preston (vocals, chitarra ritmica), William Brown (‘lead’ chitarra), James Gregory (basso), Charles Stanley (batteria).

 

THE BANDITS

“The Warning / Free Me Rain”
(7”, Fiera Del Blanco 2002)

Liverpool renaissance!

I Bandits, fuoriusciti dallo spazio Zanzibar, il più famoso club antagonista della città dei Fab Four, ascoltano jazz e reggae e adorano i Dr. Feelgood ma la formula magica del frontman John Robinson e dei suoi compagni potrebbe propriamente essere definita  ‘rock’n’roll BANDITS The Warning 45 giriobliquo in costante esplorazione’.

“The Warning” è una canzone pop assediata da tremuli passi ‘jungle’ e sporadiche tinte brit-country che trova il suo vertice nel passaggio dominato dalle chitarre soliste con i motori wah-wah accesi.

“Free Me Rain”, sull’altro lato, scioglie un’affascinante melodia rhythm’n’blues, totalmente stregata dall’organo, scivolando sinuosamente su strade ‘sessanta’, fra Animals e Manfred Mann, con la voce di John Robinson che emula Eric Burdon…

La versione ‘dodicipollici’ del disco include la cover di “Guns Of Brixton” dei Clash.

Gli artisti del circo Bandits sono il già menzionato cantante John Robinson, i chitarristi Gary Murphy e Richie Taylor, il bassista Scott Dulson, l’organista Tony Dunn e il batterista Dave Sweeney.

 

THE DIRTY

“Cinnamon” EP
(7”, Dirty Water 2003)

Magnifico sub-underground, Londra 2003.

DIRTY Cinnamon EPIl deviante rhythm’n’blues primitivo dei Dirty (nessuna relazione con i Dirty Switches), un quattro-teste guidato dall’agilissimo (visto ‘live’!!!) vocalist Kyrill Khieninson, potrebbe ricordare le dissolute origini degli Heartbreakers o i vortici pre-grunge dei leggendari Green River…

Il disco di debutto, l’EP “Cinnamon” [Nota: pure primo oggetto tatuato Dirty Water Records], delinea terribili sagome heavy/garage – le canzoni “Cinnamon (Why, I Think It’s Love)”, “Black Sugar” e “B-Movie Dance” – sovraccariche di watt e decibel riverberati da amplificatori pericolosamente radioattivi.

Davvero alienante l’incendiaria sfida strumentale chitarra/ritmi lanciata nel finale di “B-Movie Dance”.

Personale: Kyrill Khieninson (vocals), Marc Sallis (chitarra), Howard Williams (basso), Steve Donelan (batteria).

 

KASABIAN 

“Club Foot EP”
(10” / CDS, RCA 2004)

Il terzo ‘rendez vous’ con gli inglesi Kasabian e la terza raggiante incantagione.KASABIAN Club Foot EP

Il loro vario “Club Foot EP” disegna una vera giungla ‘psych’ postnucleare, con chitarre contro synths, vocals contro ritmi, rock’n’roll contro space-mantra elettronici.

“Club Foot”, la title-track, coniuga fasti fluidofloydescenti (scie su “The Dark Side Of The Moon”?) e meraviglie popedeliche alla Oasis, “Trash Can” è un’estasiante ballata siderale ricca di spazi escapisti introspettivi, “Sand Clit” – la chiave sperimentale del disco – giostra su ammalianti superfici strumentali ultrasynthetiche.

I Kasabian? Sovversivi, epidemici, ipnotici, metallici… Geniali!

Personale: Tom Meighan (vocals) Sergio Pizzorno(chitarra, synths, vocals), Chris Karloff (‘lead’ chitarra, synths), Chris Edwards (basso).

 

BLACK WIRE

“Attack Attack Attack / Very Gun”
(7”, Wrong Crowd 2003)

Un altro debutto ‘very special’!

BLACK WIRE Attack Attack Attack sleeveI Black Wire, tre ‘terroristi rock’ inglesi della generazione 2000, plasmano materie heavygarage con il punk ’77 e l’elettronica.

“Attack Attack Attack” irradia suoni cinetici, arricchiti di feedback ferroso, su un’autoctona struttura punkoide insidiata da rifrazioni ‘formula Suicide + Joy Division’ con mosse zigzaganti sulla scacchiera dei ritmi,’basso vs drum machine’, che ricordano vagamente la “Nag Nag Nag” dei Cabaret Voltaire.

Il lato-B, l’uragano “Very Gun”, minicapolavoro postgarage futuribile, vibra su coordinate ultraelettriche con chitarre sguainate come spade che sferrano l’ultimo attacco contro il palazzo del potere conservatore!

I Black Wire, originari di Leeds, sono formati da Tom Greatorex (basso), Simon McCabe (chitarra) e Daniel Wilson (vocals)

 

THE DEAD 60s

“You’re Not The Law / Too Much TV”
(7”, Deltasonic 2004)

L’ultima gang in città, una ‘nuova attraente rivelazione’ direttamente dalle officine musicali di Liverpool…DEAD 60s You're Not The Law

Quattro facce da ‘rude boys’ istigate dal cantante Matt McManamon, piglio ribelle stile Tom Courtenay nel film ‘La solitudine del maratoneta’, i Dead 60s (ex Pinhole) catturano rapidamente l’attenzione dei fans con un’eclettica miscela di euritmie urbane esposte alle contaminazioni multiculturali (punk, ska, reggae) germinate all’interno di club e covi giovanili del circuito ‘alternativo’.

“You’re Not The Law” e “Too Much TV”, i titoli del loro primo 45 giri, danzano su cromatici incroci reggae-punk supportati da un energico organo, tappeto base per i tipici sincopati dondolii scolpiti in giustapposizione dal ping-pong basso/batteria/plettri.

Certamente uno dei più avvincenti ‘punky reggae party’ dai tempi di “A Message To You Rudy” degli Specials!

Personale: Matt McManamon (voce, chitarra), Ben Gordon (organo, chitarra) Charlie Turner (basso), Bryan Johnson (batteria).

 

THE THRILLS

“Santa Cruz” EP
(7”/CDS, Virgin 2002)

I Thrills, inizialmente conosciuti come Cheating Housewives, arrivano da Dublino con un bagaglio pieno di dischi West Coast anni 60, con THRILLS foto gruppoBeach Boys (“Pet Sounds” naturalmente!) e Love (“Forever Changes”) in cima alla pila, e una formula pop fluttuante e sensibile, ricca di originali peripezie melodiose.

Il loro primo prodotto, l’EP “Santa Cruz” via Virgin Records, regala quattro momenti di magico piacere sonico: “Santa Cruz (You’re Not That Far)”, maliosa  ballata polifonica, ‘verve’ alla Brian Wilson, tessuta con screziate fibre moderniste, “Deckchairs & Cigarettes”, meraviglia!, una canzone sognante e straniante sottolineata dalle note del pianoforte, e “Your Love Is Like Las Vegas” e “Plans”, episodi pop modulati su ritmiche felpate e agili contrasti chiaroscuri…

I Thrills sono formati da Conor Deasy (voce), Daniel Ryan (chitarra), Kevin Horam (tastiere), Padraic McMahon (basso) e Ben Carrigan (batteria).

 

PARCHMAN FARM

“Parchman Farm” EP
(CDS, Jackpine Social Club 2004)

Favoloso unico atto dei Parchman Farm, quartetto di San Francisco, California, formato dal cantante Eric Shea (già membro dei PARCHMAN FARM EPMover, gruppo dell’estinta scuderia Man’s Ruin Records), con Allyson Baker chitarra (un ex Teen Crud Combo), Carson Binks basso (futuro co-leader dei mitici Dzjenghis Khan!) e Chris Labreche batteria.

Modellate su intagli e rilievi forniti da acide chitarre ultrafuzz, le cinque trame del tema Parchman Farm, in prima fila “Too Many People”, “Cook You Up” e “Chosen Child”, ardono in un lussureggiante deserto post-stoner rock ricco di vegetazioni rhythm & blues molestate da elucubrazioni psichedeliche e fughe heavy-garage seguaci dei suoni spasmodici dei loro più probabili maestri, le due bands che in passato omaggiarono proprio il ‘classico titolo’ di Mose Allison, gli infettivi Blue Cheer di “Parchment Farm” (da “Vincebus Eruptum” LP, 1968) e gli avvincenti, spesso sottovalutati, Cactus di “Parchman Farm” (da “Cactus” LP 1970).

Prossima fermata: Dzjenghis Khan.

 

LOMAX

“An End / Brought To Rights”
(7”, 93 Records 2003)

Per ‘fans’ di Gang Of Four, Killing Joke, In Camera, Section 25…

LOMAX An End. 45 giri jpgFra le più interessanti rivelazioni scaturite dalla ‘Rock Revolution 2000′, pilotati dal cantante/chitarrista Paul Epworth, i londinesi Lomax occupano la scena con il loro secondo 45 giri, marchio ‘93 Records’, séguito di “Anglicized / Last Meal For Jeff”, acre debutto formato ‘settepollici’.

Frazioni impetuose, caustiche, taglienti, “An End” e “Brought To Rights” organizzano battaglie postpunk ultramoderne con vulcanica energia. La voce trascina le indolenti melodie in un gorgo ipnotico, le sei corde estraggono artigli metallici per scalfire l’ispida superficie, l’impianto ritmico forgia scosse sussultorie…

Musica resistente, rumorosa, conturbata!

Personale: Paul Epworth (vocals, chitarra), John Meade (basso), Robert Shultzberg, (ex Placebo, batteria).